Il museo dell’artigianato della carta a Yunnan, Cina

  • Scritto da  Luca Rossato

Un nuovo museo che valorizza l'antica arte cinese della produzione della carta in un ambiente naturale di alto valore ecologico e realizzato attraverso l'interazione tra contesto, artigianato e costruzione

In Cina la tecnologia di fabbricazione della carta fu descritta per la prima volta nell'anno 105. La diffusione della tecnica al di fuori del paese fu lenta; altri popoli avevano visto la carta ma non riuscivano a capire come venisse prodotta, e i cinesi erano riluttanti a diffonderne il segreto. Secondo la tradizione, la carta fu prodotta per la prima volta nel 105 da Ts'ai Lun, un eunuco della corte cinese han dell'imperatore Ho Ti. Il materiale usato era probabilmente la corteccia dell'albero del gelso opportunamente trattata e filtrata in uno stampo di bastoncini di bamboo. Per altri cinquecento anni circa, l'arte della fabbricazione della carta fu confinata in Cina, ma nel 610 fu introdotta in Giappone e, intorno al 750, nell'Asia centrale. La carta comparve in Egitto all'incirca nell'800, ma non fu fabbricata fino al 900. Per far conoscere la storia e le tecniche di lavorazione di questo straordinario materiale è stato ideato il museo dell'artigianato della carta. L'edificio si trova in un campo nei pressi del villaggio di Xinzhuang ai piedi del monte Gaoligong nella provincia sudoccidentale cinese dello Yunnan, in una riserva ecologica di importanza mondiale. Il villaggio è stato scelto come luogo della costruzione perché ha una lunga tradizione nella produzione artigianale della carta.

Il progetto costituisce un elemento sia di conservazione che di sviluppo delle risorse tradizionali nel cui contesto l'artigianato della carta viene preservato come eredità culturale e contributo allo sviluppo economico della comunità.
Avendo lo scopo di presentare la storia, la tecnica di fabbricazione ed il prodotto, il museo si compone di uno spazio espositivo, una libreria, un laboratorio e degli alloggi per gli ospiti. Il sito è contiguo alla strada principale che penetra nel villaggio.
Il museo è un'anteprima dell'abitato stesso, in quanto l'intero villaggio rappresenta un grande spazio espositivo dove ogni casa apre le sue porte ai visitatori, mostrando loro il processo di fabbricazione della carta. Il museo è quindi concepito come un micro-villaggio, un cluster formato da diversi piccoli edifici la cui dimensione interagisce perfettamente con il villaggio e con il paesaggio. Gli spazi sono concepiti in modo tale che durante la visita si sperimenti l'alternanza tra gli spazi espositivi interni e il paesaggio esterno, provocando nel visitatore la consapevolezza del legame inscindibile che unisce la produzione artigianale della carta con l'ambiente naturale. L'edificio è progettato in modo da essere intimamente radicato nel contesto locale. La sua costruzione massimizza l'uso di materiali, metodi e competenze locali ed è stata interamente portata a termine da mano d'opera locale.
La costruzione del museo è un tentativo di unire la qualità della costruzione contemporanea al carattere regionale, usando risorse e tecniche locali sostenibili nel contesto della Cina rurale contemporanea. La struttura portante in legno si iscrive nella tradizione cinese e fa capo ad un sistema d'assemblaggio, privo di chiodi, che viene abilmente messo in opera dalla manodopera locale. Il legno d'abete, il bamboo, la pietra vulcanica e la carta artigianale sono i materiali locali utilizzati rispettivamente per le finiture esterne, il tetto, i pavimenti e le finiture interne. Con il passare del tempo e l'usura, i loro colori sfumano fino ad armonizzarsi completamente con il paesaggio. Il loro è un carattere vivente, sfruttato come un costante accenno al passare del tempo.
La forma e i dettagli costruttivi dell'edificio rispondono a criteri quali il rapporto interno-esterno, l'illuminazione naturale ed il clima locale.
Gli spazi espositivi sono ventilati grazie alle fessure nello zoccolo in pietra dei muri esterni, liberando questi ultimi dalla necessità di essere dotati di finestre apribili. Ciò permette di utilizzare più superficie per le esposizioni, mentre le aperture nei muri hanno l'esclusiva funzione di offrire delle viste sul paesaggio circostante. Altre finestre, poste nella parte superiore dei muri, introducono negli spazi espositivi la luce naturale, evitando di abbagliare il visitatore. Per le finiture interne viene utilizzata la carta artigianale, applicata su un telaio di legno a trama quadrata di 45 cm x 45 cm (il limite è dettato dalla dimensione massima del foglio di carta). Su questo modulo si basa anche il disegno delle nicchie, integrate nelle pareti che accolgono gli oggetti dell'esposizione creando un'atmosfera calda e soffice e mantenendo il carattere astratto degli spazi. Una curiosità: la costruzione è stata portata a termine da una squadra di operai formata da contadini del luogo. L'architetto ha prodotto dei plastici in diverse scale, allo scopo di comunicare alle maestranze i concetti spaziali e strutturali, e le scelte dei dettagli costruttivi poiché gli operai non avevano familiarità nella lettura dei progetti architettonici.

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