Un centenario leggendario: Niemeyer

  • Scritto da  Denise Araújo Azevedo

L'eredità che ci consegna il grande architetto Niemeyer è qualcosa che oltrepassa i confini, imprime emozioni, sensazioni, fa riflettere sui ruoli dell'architettura come attività produttiva al servizio del benessere sociale per la maggioranza delle persone, poveri o miserabili in un mondo ingiusto, sempre più combattivo e disuguale.

Oscar Niemeyer avrebbe compiuto 105 anni, mancavano soltanto dieci giorni quando è morto (il 5 dicembre 2012) e fino all'ultimo respiro ha vissuto con sfavillante lucidità. Nessun architetto moderno è vissuto tanto. È senza dubbio l'architetto del XX secolo con il maggior numero di opere realizzate, disseminate in diversi continenti. La sua longevità è stata caratterizzata da una grande produzione e lucidità fino alla fine.
"La vita è un soffio. Così Niemeyer definiva la pochezza dell'uomo contro l'universo incommensurabile. È il tempo infinito contro la lentezza della storia della civiltà che ha costruito una 'accurata sistemazione nel corso dei secoli e dei millenni. Il secolo è nella definizione del tempo il parametro più vicino alle persone".
[SeGre roberto, Oscar Niemeyer. Tipologias e liberdade plástica, Arquitextos 151.01 "Tributo a Niemeyer", 2012]

Tradizionalmente hanno avuto aspettativa di vita più breve gli abitanti delle città, in particolare quelli delle metropoli contemporanee, sottoposte a stress e ansie della dura vita quotidiana. Infatti, mentre la medicina moderna ha migliorato la salute della popolazione, è ancora quasi un miracolo raggiungere l'ambito traguardo di cento di anni di età. "All'occasione delle commemorazioni del centenario di Niemeyer è stato assegnato un valore eccezionale, e così doveva essere, poiché è stato l'unico l'architetto
del ventesimo secolo a raggiungere quell'età. Ricordiamo alcuni che vi si sono avvicinati come Philip Johnson (99 anni), Alberto Sartoris (97 anni) e Leonardo Ricci (76 anni)".[nobre ana Luiza, Niemeyer e a modernidade sem crise, Arquitextos 151.02 "Tributo a Niemeyer", 2012]

Ma più sorprendente è la qualità della vita di cui godeva: chiarezza mentale e piena produttività creativa. Con i suoi schizzi meravigliosi continuava con un ritmo accelerato a creare nuovi progetti che presto si materializzavano in opere costruite.
La situazione sociale e politica del Brasile ha permesso la nascita della Nuova Architettura Brasiliana che spontaneamente si è indirizzata nella ricerca della ricchezza decorativa, con l'aspirazione di produrre emozioni, di colpire. Inoltre il fatto sostenitore di questo cambiamento fu la possibilità di contare su ampie risorse economiche. La disposizione e orientamento dello stile avvalso furono di grande facilità esecutiva.
La ricchezza decorativa si è esercitata principalmente in quattro fondamenti: rivestimenti e finiture di alta qualità (marmo, ceramiche e granito), plasticità degli elementi accessori (brise soleis, tapparelle e persiane), integrazione con le altre arti (scultura, pittura e ceramiche) ed effetti creati con i colori. Il panorama appena riassunto fu molto importante per tutti gli architetti e artisti che lavoravano nell'inizio del secolo XIX, ma nel caso di Niemeyer fu decisiva
la voglia di slegare dalle regole dell'architettura del vecchio continente e nel frattempo l'opportunità che gli fu capitata di lavorare a fianco di Le Corbusier, ha fatto che lui assorbisse una certa influenza del Maestro. E, forse, allo stesso contagiandolo con la sua espressività estrinsecamente legata all'esuberanza della natura che era presente nel Brasile.
L'importanza di Niemeyer nel panorama mondiale va oltre una mera questione di età; lui fu uno delle figure di spicco del XX secolo. Autore di opere paradigmatiche, si è identificato con i cambiamenti radicali del Movimento Moderno ma ha creato la sua architettura con un'integrazione delle altre arti (pittura, scultura, filosofia e musica), come per esempio: progetto della Chiesa della Pampulha e edificio dell'ONU con l'inserimento della pittura come elemento costruttivo di importantissima espressione (chiama il pittore Candido Portinari per comporre con gli "azulejos" mosaici di grandissima forza significativa).
Crea forme e soluzioni innovative capaci di suscitare forti emozioni. Considera il progetto come un concetto forte, che si esprime attraverso le curve, ispirate dalle forme dell'esuberante natura brasiliana e delle donne. Impone una liberazione dal colonialismo culturale finora imposto al Brasile. L'importanza di Niemeyer nel panorama mondiale va oltre una mera questione di età; lui fu uno dei protagonisti in prima linea del XX secolo. Autore di opere paradigmatiche, si è identificato con i cambiamenti radicali del Movimento Moderno ma nonostante la sua età è riuscito a tenere il passo con la creatività innovativa delle nuove generazioni del XXI secolo. "Non è un caso che nel 2003 abbia costruito nei giardini di Kensington a Londra il Serpentine Gallery Pavilion, inserito nella sequenza di opere simili realizzate dai membri dell'apice dell'architettura internazionale come Zaha Hadid, Daniel Libeskind, Toyo Ito, Rem Koolhaas, Snotena, Álvaro Siza e Eduardo Souto de Moura".
[SeGre roberto, 2012]

"Dieci dei più grandi architetti del mondo, recatisi a Rio de Janeiro, non solo hanno voluto incontrare personalmente Niemeyer ma uscendo dal suo studio hanno mostrato con entusiasmo infantile un autografo, una foto, e quando era possibile, uno schizzo. Questa scena si è ripetuta negli ultimi anni con Zaha Hadid, Frank Gehry, Steven Holl, Christian de Portzamparc, Frei Otto e tanti altri."
[nobre ana Luiza, 2012]

"Tutto indica come l'architettura brasiliana non abbia sofferto una vera crisi moderna, perché si sviluppava in un ambiente caratterizzato da un capitalismo predatorio e si esprimeva con una teoria povera, molto probabilmente conseguenza della presenza repressiva della censura vigente nel paese per tanti anni.Questa longevità che conferma l'unicità dell'architettura brasiliana ne presenta allo stesso tempo la pagina più problematica. Diversamente dalla Francia, per esempio, dove l'architettura è stata costretta a cercare una nuova direzione dopo la morte di Le Corbusier, in Brasile la presenza attiva dei grandi architetti moderni a metà-fine del XX secolo si è rivelata, per molti, una minaccia al rinnovamento."
[nobre ana Luiza, 2012]

Niemeyer era dotato di grande carisma personale e godeva di visibilità internazionale come nessun altro architetto brasiliano. In Brasile era molto amato dalla povera gente che s'immedesimava con quell'uomo semplice e generoso con tutti gli altri membri della società.

AMORE PER IL DISEGNO

Niemeyer affermava che sono stati i suoi giochi d'infanzia, svaghi creati da se stesso come fanno tutti i bambini, che lgli hanno scoperto la sua forte vocazione. Molte volte sua madre gli chiedeva che cosa stava facendo, al vederlo muovere della ditta in aria con aria concentrata, lui diceva che stava disegnando malgrado non avesse niente in mano, nessuna matita. La sua passione per il disegno era già presente, disegnava dappertutto con una rapidità, chiarezza e insuperabile espressione, l'ha condotto all'architettura. Dalla tenera infanzia fino alla fine dei suoi giorni Niemeyer abbozzava ovunque, su qualunque pezzo di carta, al bar, nel suo studio, nelle interviste, nelle lezioni e nei dibattiti. "Le persone che stavano ad ascoltarlo, ovunque fosse rimanevano colpite dall'aria magica che si creava non appena Niemeyer sollevava la mano e con un pennarello nero cominciava a schizzare. Di lì in poi era impossibile distinguere le parole dai segni che iniziavano ad apparire sui fogli bianchi. Come se fosse slegato dal suo corpo immobile, il braccio disegnava linee curve e assottigliate, che con scarti improvvisi cambiavano stato: parevano piante e improvvisamente diventavano prospettive. Sembravano sezioni tecniche, incomprensibili per un non addetto ai lavori, ma di colpo tutti ci si trovava dentro, chiamati a scrutare dall'interno uno spazio tridimensionale alto e ascendente".
[La Cecla Franco, Addio a Oscar Niemeyer il visionario di Brasilia, in "La Repubblica", 6 dicembre 2012]

CRONOLOGIA

Nasce nel 15 dicembre del 1907, a Rio de Janeiro, nel "Largo del Boticario", antico aggruppamento di una decina di case coloniali emerse nel verde della foresta carioca, un ambiente bucolico. È in questo luogo circondato dell'esuberanza della natura che il bambino Niemeyer trascorre ore a disegnare senza matite e fogli, soltanto con le dita che si muovono nell'aria riproduce lo scenario che lo avvolge". [niemeyer oSCar, Il mondo é ingiusto. L'ultima lezione di un grande del nostro tempo, (a cura di riva aLberto), Mondadori Editore, Milano, 2012]
Laureatosi nel 1934, nell'Escola Nacional de Belas Artes, inizia a lavorare nello studio di Lucio Costa, assorbendo i principi teorici del Movimento Moderno e i rapporti con la storia dell'architettura universale e la realtà brasiliana.
La teoria è stata integrata con la pratica di progettazione nel 1936, quando lavora al fianco di Le Corbusier alla progettazione del nuovo Ministero della Salute e Istruzione di Rio di Janeiro per un mese, assorbendo non solo l'applicazione dei canonici cinque punti; pianta libera, piloti, libera facciata, finestra continua orizzontale e giardino sul tetto, ma assumendo la metodologia della progettazione e della percezione sottile del paesaggio del maestro francese. Il ciclo di formazione si chiude nel 1937, quando entra a fare parte del gruppo dei fondatori dell'istituto IPHAN (Instituto do Patrimônio Histórico e Artístico Nacional) e si rapporta in modo diretto con l'architettura coloniale brasiliana, sia con la semplicità e l'onestà delle costruzioni popolari, sia nelle valenze costruttive come nelle esuberanze decorative barocche.
Nel 1940 progetta l'Hotel Novo, nella città di Ouro Preto nello Stato di Minas Gerais, in un ambiente pregiatissimo dell'architettura barocca. Tra il 1940 e il 1954, il lavoro si concentra a São Paulo, Rio de Janeiro e Belo Horizonte.
Il progetto per Il Complesso della Pampulha a Belo Horizonte (1940-1943) è il primo incarico da Juscelino Kubitischek, divenuto sindaco di Belo Horizonte. È questo progetto che Niemeyer considerava come il suo primo progetto, ed è oltretutto quello che lo renderà famoso.
Nel 1951 progetta il Parco Ibirapuera a Sao Paulo.
Nel 1956 Juscelino Kubitischek viene eletto Presidente del Brasile e nomina Niemeyer consulente architettonico mentre Lucio Costa è nominato responsabile dell'organizzazione del progetto per la costruzione della nuova capitale del paese. Nel 1957 Niemeyer assume la direzione e progetta i principali edifici di Brasilia. Durante l'avvento del regime militare, la dittatura (1964-1985), gli viene impedito di lavorare in Brasile; si trasferisce a Parigi, dove apre uno studio e comincia a realizzare progetti in Francia, Italia, Portogallo e Algeria.
Nel 1970 riceve la Medaglia d'Oro dell'American Istitute of Architecture.
Nel 1988 gli viene assegnato il premio Pritzker.
Ritorna in patria all ́inizio degli anni Ottanta e continua a progettare: il Sambódromo a Rio de Janeiro (1984), il Memorial da America Latina a Sao Paulo (1984), il Museo di Arte Contemporanea a Niteroi (1996), il Museo del Parco Ibirapuera a Sao Paulo (1999). Lavora instancabilmente fino agli ultimi giorni, progettando nuove opere in Brasile e all ́estero, come il Centro Culturale di Aviles, in Spagna (2012).
"Negli ultimi anni di attività alcuni critici hanno rinvenuto nelle ultime opere un manierismo che rappresenterebbe un impoverimento della creatività del maestro. Anche se è difficile non essere impressionati dall'audacia del progetto di una cupola di sessanta metri d'altezza per la nuova Catedral do Cristo Rei e il Santuario della Divina Misericordia a Belo Horizonte. È difficile dare ragione ai critici, proprio perché l'energia, l'assertività, la sicurezza assoluta di Niemeyer sono ancora dentro ad un'idea di «purezza» del messaggio architettonico come messaggio di progresso e di pace".
[La Cecla FranCo, 2012]
Il Sambodromo (spazio progettato per accogliere le famose sfilate delle scuole
del samba), situato a Rio de Janeiro, inizialmente inaugurato nel 1984, è stato ampliato e ha subito delle modifiche in alcuni punti necessare. Nel 2012, su questa configurazione con gradinate che si estendono lungo la durata dell'intero brano, Oscar Niemeyer ha detto: "Sono molto contento. Tale lavoro non è solo mio, è del gruppo che lavora con me. Sono felice di vedere un lavoro come questo, che è stato fatto per illuminare il popolo". Stava facendo un sopralluogo all'opera, nonostante fosse in condizioni di salute abbastanza precarie. In quest'occasione era in compagnia della moglie che lo spingeva su una sedia a rotelle. Pochi giorni prima della sua morte avrebbe dovuto inaugurare il Museo Pelé, nella città costiera di Santos.

PERSONALITA'

Era una persona semplice, gentile, solidale e generosa.
La sua vita era sempre adornata dal sorriso spontaneo e dalla saudade, quella lieve inquietudine di chi è troppo felice e ha consapevolezza che la vita è un soffio, una brezza passeggera del mattino. Portava negli occhi un po’ di tristezza, derivata dal disaccordo della situazione sociale e, allo stesso tempo, un ricordo dei tempi dell’esilio, quando era stato costretto ad abbandonare il paese per gli ideali in cui credeva.
Un autentico “carioca” in tutto il suo essere. Amava la musica, raccontare barzellette, sorseggiare una birra molto fredda, chiacchierare con gli amici senza preoccuparsi del tempo, stare sulla spiaggia di Rio a guardare le nuvole, il mare e le donne al passeggio.
Amava tanto stare con gli amici e faceva grandi tavolate.
Voleva e praticava una amicizia incondizionata, libera, donando in continuazione agli amici. Un singolo esempio. Prestes, ex presidente del Brasile deposto dal suo incarico dal regime militare, fu costretto dalla dittatura all’esilio come Niemeyer. Quando ritorna va subito alla ricerca di Niemeyer. Prestes gli confessa che non ha niente, neanche un posto dove abitare e Niemeyer gli risponde: “pensavi di non avere questo? Qui è il tuo appartamento, lo avevo già preso per te!”. Noi non possiamo sapere quante altre persone ha aiutato materialmente e psicologicamente tramite la donazione di se stesso e della sua amicizia.
Era molto gradito ai bambini. Forse era rimasto lui stesso un bambino. Un bambino ingenuo, nel senso buono della parola, che non fa differenza, non si pone i limiti, che sogna di trasformare il mondo, per questo alcune volte venne scorrettamente criticato di essere un sognatore.

PROBLEMI SOCIALI

Fin da ragazzo ha molto chiaro da che parte stare: è curioso del mondo e delle nuove teorie architettoniche che arrivano dall’Europa, è interessato alla giustizia sociale, ha insaziabile fame di bellezza e di eguaglianza. “Non volevo, al contrario della maggior parte dei colleghi, adattarmi a questa architettura commerciale che vediamo dappertutto. Nonostante non avessi un soldo, ho preferito lavorare gratuitamente nello studio di Lucio Costa dove trovavo le risposte ai miei dubbi di giovane studente”.
[riva aLberto, 2012]
Lungo tutta la vita Oscar Niemeyer è rimasto fedele a tre princìpi che appaiono oggi evidenti nelle sue scelte progettuali e di vita. L’architettura è politica e mestiere militante, è una presa di posizione di fronte alle ingiustizie del mondo, è agire perché le condizioni di povertà trovino riscatto. Nel suo lavoro ha sempre privilegiato l’architettura pubblica, l’edilizia popolare, quella che gli consentiva di generare spazi spettacolari in grado di rubare un sorriso di speranza anche al più povero degli operai al ritorno dal lavoro. La città, la convivenza, l’esistenza quotidiana e lo spazio di ognuno di noi, sono il campo di battaglia in cui l’architetto può spendersi. Perché l’architettura è solo un pretesto, uno strumento per cambiare il mondo.
Comunista della prima ora, entra nel Partito Comunista brasiliano nel 1954 e paga assai a caro prezzo questa sua appartenenza negli anni del golpe militare del 1964 in Brasile. È costretto alla fuga, all’esilio a Parigi, tornerà in Brasile solo alla fine della dittatura.
“L’architettura è utopia, ribellione delle condizioni date, è immaginazione. Brasilia è l’icona di quest’utopia”.
Oscar Niemeyer
[bruand yveS, Arquitetura Contemporanea no Brasil, Editora Perspectiva, 1981]
La stessa scelta di localizzare la nuova capitale nell’interno, in una zona arida e semidesertica, è una precisa scelta di campo. Non si tratta semplicemente di immaginare un nuovo centro geografico baricentrico al Brasile ma di immaginare il simbolo della fine del periodo coloniale, capace di segnare uno stacco rispetto alla subalternità alle norme europee, di cui ancora molte città coloniali lungo la costa portano i segni.
Niemeyer ha dichiarato in un’intervista che con l’elezione per la presidenza del Brasile di Dilma Vana Rousseff Linhares si sentiva ricompensato di vedere una persona che era stata in prigione e torturata durante la dittatura diventare il presidente ed ha vissuto quest’avvenimento come un piccolo passo in direzione della costruzione di un mondo che lui ha sempre sognato.
La sua grande capacità artistica fu sempre al servizio delle persone più poverie, bisognose e perseguitate. Il Monumento, nel senso della lingua portoghese, la scultura, fu un modo di protesta contro il regime militare, contro le ingiustizie e gli omicidi eseguiti dalle persone che rappresentavano il potere.

OPERE LASCIATE INCOMPLETE

Durante gli anni trascorsi dal suo centenario alla sua morte ha progettato tantissimo, forse di più di tutto il periodo precedente al suo centenario. Ci sono diverse opere in corso, numerose in Brasile, in Francia, Portogallo, Argentina e una nuova biblioteca ad Algeri.
La Fundação Oscar Niemeyer è un centro d’informazione e ricerca orientato alla riflessione e alla diffusione di architettura, urbanistica, design e arti visive, e per l’apprezzamento e la conservazione della memoria e del patrimonio architettonico moderno del paese.
La Fundação Oscar Niemeyer si è affermata come un importante centro di documentazione fin dal 1988, quando la prima moglie di Oscar niemayer Annita Baldo e l’unica figlia Anna Maria hanno trasferito tutti i diritti delle opere che sono gestite dall’istituzione. Dopo la scomparsa di Niemeyer l’intenzione della Fundação Niemeyer è mettere in atto un sistema di supervisione dell’esecuzione dei progetti lasciati in corso di realizzazione da Niemeyer, includendo anche una rivisitazione dei suoi progetti originali. Il gruppo di architetti e collaboratori che già lavoravano con l’architetto dovranno assumere la funzione di consulenza di queste opere, in particolare riguardo ai metodi e alle procedure ancora da definire. Il direttore della Fundação Niemeyer ha dichiarato che tutti i membri faranno il punto sui progetti in corso, imposteranno una programmazione per il recupero della Casa das Canoas (che molto probabilmente tornerà ad essere una dimora della famiglia). Inoltre discuteranno su come impostare procedure e programmi di gestione e manutenzione delle opere già completate da Niemeyer.

IL SUO ULTIMO STUDIO: LUOGO DI INCONTRO, SCAMBI DI  CONOSCENZA, OPINIONI

Un vero umanista, nel suo ultimo studio, a Copacabana. I libri hanno lo stesso valore delle persone. In questa piazza della cultura circolavano diversi collaboratori, architetti, studenti, amici, artisti di tutti i settori; vi transitavano i numerosi nipoti, bisnipoti oltre a grande quantità di visitatori di tutto il mondo. [niemeyer oSCar (riva), 2012]
Ogni martedì sera Niemeyer si riuniva con un gruppo di persone (coordinato da un professore di filosofia) per parlare di filosofia, estetica, astronomia; osservavano il cielo, il mare e i dintorni. Niemeyer ha mantenuto questa quotidianità fino a quando la salute glielo ha permesso, cioè sino al ricovero ospedaliero. Quindi è stato distante dalla sua abitudine per pochissimo tempo in confronto con la sua lunga valorosa vita piena di realizzazioni in tutti i settori dell’azione umana.
Nelle interviste rilasciate ai suoi collaboratori, l’ambiente di lavoro fu sempre descritto come un luogo in cui si lavorava in un’atmosfera piena di allegria e in un clima di grande condivisione nonostante si lavorasse sempre molto intensamente.
Nel suo studio rimangono tantissimi libri; alcuni dei suoi autori preferiti erano Camus, Sartre, Malraux, Apollinaire, Baudelaire, Goethe, Cartesio, Moravia, Antonio Gramsci, Jaques Monod, Kafka, Marx, Che Guevara, Neruda e gli album di Matisse, Modigliani, Brancusi, Henry Moore, Gauguin e Chagall.
Oltre ai libri, la musica e i compositori sono sempre stati presenti nella vita di Niemeyer e perciò anche loro frequentavano assiduamente il suo studio (la piazza della cultura).

IDEATORE, PROPAGATORE DI CULTURA E DELL'INSEGNAMENTO DELL'ARCHITETTURA

Niemeyer amava condividere le sue conoscenze, le sue passioni per l’arte in generale con gli altri e per questo si preoccupava sempre dello sviluppo delle Facoltà di Architettura. Già novantenne, nel 2002 tenne una trionfante lezione inaugurale nella sede dell’associazione d’insegnamento di architettura di Sao Paulo, Escola da Cidade, quella che lui ha sempre chiamato nostra escola in ragione della sintonia con il metodo e l’impostazione filosofica.
Niemeyer voleva conoscere, sentire e sapere come pensavano le nuove generazioni, gli studenti, che in futuro avrebbero disegnato, progettato il Brasile. Inoltre, proprio per questa vocazione culturale e didattica, ha sentito la necessità di fondare e gestire due importanti riviste di arte ed estetica. Tuttavia per una questione di coerenza non ha voluto pubblicare nessun suo articolo e nemmeno divulgare le sue opere per un lungo periodo iniziale di Modulo, la prima rivista in ordine cronologico.
Módulo fu una rivista brasiliana in cui l’argomento predominante era l’architettura, ma anche trattava tematiche connesse alle arti, all’urbanistica, al design e alla cultura in generale. La rivista Módulo è stata anch’essa duramente perseguitata dal regime militare in Brasile a causa del suo direttore Oscar Niemeyer, che la fondò nel 1955 a Rio de Janeiro.
Nel 1950 è stata una delle riviste di architettura più importanti del Brasile. La rivista fu distribuita dal 1955 fino al 1965, quando è stata bandita dalla dittatura militare. La sua sede è stata saccheggiata e distrutta e solo nel 1975 la rivista è ritornata a circolare in occasione dei primi anni di apertura politica. Nel 1989 fu definitivamente chiusa.

“Si tratta di una testimonianza di architetto, senza alcuna pretesa teorica o accademica, basata solo sul loro lavoro e la loro esperienza professionale”. [niemeyer oSCar, Forma e função na arquitetura, in “Módulo”, Rio de Janeiro, n. 21, dezembre 1960, p. 3]
Rivista Nossos Caminhos. È una rivista creata da Oscar Niemeyer e Vera Niemeyer nel 2008 con la finalità di incoraggiare la lettura, in particolare tra i giovani, su temi dell’arte, della politica, della letteratura, delle scienze e dell’architettura. È una rivista di cultura interdisciplinare e multisettoriale e sempre desiderosa di aggiornare le conoscenze dei diversi segmenti di lettori. Consiste in un ampio spazio riservato alla diffusione dei progetti architettonici. La sua edizione è trimestrale, la data di emissione del primo esemplare è maggio 2008; a partire dalla quinta edizione, si offre al pubblico in forma trilingue.

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