Rilievo integrato, rilievo in emergenza

  • Scritto da  Marcello Balzani, Cristian Boscaro, Marco Medici

A seguito degli eventi sismici che hanno colpito l’Emilia 9 mesi fa sono state condotte campagne di rilievo integrato in situazioni d’emergenza che hanno imposto importanti riflessioni su problematiche, finalità e metodologie di intervento.

Lo scorso maggio le province emiliane di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia sono state improvvisamente sconvolte da una sequenza sismica di portata storica che ha profondamente segnato il territorio. Un evento critico che ha messo a dura prova un sistema fortemente strutturato, caratterizzato da un patrimonio edilizio di valore storico-architettonico e da tradizioni insediative, costruttive e culturali rappresentative di una importante dimensione relazionale tra popolazione e territorio. All’interno di questa realtà il sisma ha messo a nudo elementi di fragilità e di crisi del sistema attuale. Nei pochi minuti degli eventi del 20 e 29 maggio abbiamo assistito alle maggiori perdite: ad oggi, a 9 mesi dal sisma, il portale openricostruzione.it stima il danno a 325.919.203,94 euro per 354 progetti di ricostruzione; e il dato è in costante crescita. Le perdite non sono state però soltanto fisiche, quantificabili economicamente, ma anche conoscitive. Edifici di interesse storico- architettonico, come possono essere chiese, campanili, rocche o municipi, e aggregati urbani hanno improvvisamente perduto la loro identità, mostrando la fragilità della memoria del territorio. Non è solo la logica della ricostruzione, infatti, che ha guidato le azioni che hanno fatto seguito ai drammatici eventi, ma anche la volontà di rigenerazione strategica che pone le basi su un modello di sviluppo innovativo, qualitativo e condiviso.
Grazie alla collaborazione tra il laboratorio DIAPReM/ TekneHub del Tecnopolo di Ferrara (afferente alla Piattaforma Costruzioni della Rete Alta Tecnologia dell’Emilia Romagna) e la Direzione Regionale del MiBAC e un protocollo d’intesa tra il Dipartimento di Architettura di Ferrara e il Comune di Concordia sulla Secchia (Modena) si sono potute organizzare campagne di rilievo integrate, in situazioni d’emergenza, con molteplici finalità: dalla stima dei danni alle valutazioni strutturali, dalla proposta di azioni di ricostruzione alla salvaguardia della memoria dei manufatti e del territorio nei casi in cui, per motivi di sicurezza, si è dovuto procedere allo “smontaggio controllato”. Ogni attività di rilievo ha previsto l’impiego di laserscanner 3D e di supporto topografico per georiferire ogni singola scansione ad una microrete di vertici topografici precedentemente costituita intorno all’oggetto. I dati acquisiti, una volta archiviati, sono stati variamente elaborati, presso il Dipartimento di Architettura di Ferrara, nel corso di sintesi finale in Restauro condotto dal Prof. Dalla Negra e, in parte, anche nel corso integrato di Rilievo II e Tecniche della Rappresentazione II condotto da Prof. Balzani e dell’Arch. Carlo Bughi.
Il laboratorio di sintesi finale in Restauro – Rilievo integrato degli edifici storici si è occupato di trasmettere a un gruppo di prossimi laureandi le nozioni base del rilievo con tecnologie avanzate, del trattamento dei dati e delle redazioni di elaborati grafici bidimensionali, supportandoli inoltre nel rilievo con laser scanner di alcuni significativi manufatti del Comune di Concordia sulla Secchia e nelle successive post elaborare utili alla realizzazione di una ipotesi di progetto di messa in sicurezza e di successivo restauro. Il corso integrato di Rilievo II e Tecniche della Rappresentazione II, dall’altro lato, suddiviso in seminari tra housing e heritage, ha condotto con una decina di studenti un approfondimento sul legame tra l’evento sismico e progetto della memoria. Giungendo all’ideazione di un percorso espositivo dal titolo Shake | Shape | Share, gli studenti sono stati in grado di coniugare un lavoro semestrale di modellazione di manufatti di importanza storico-architettonica e la volontà di interpretare l’heritage come un patrimonio condiviso e da condividere, tra memoria e progetto. Sono state condotte campagne di rilievo integrato con finalità profondamente diverse, che hanno quindi impiegato metodologie differenti, accomunate però dalla situazione di emergenza nella quale ci si è trovati ad operare.
Problematiche
Sicurezza, accessibilità e rapidità. Sono forse le tre parole chiave per comprendere la situazione a cui si è dovuto far fronte a seguito del terremoto. Edifici parzialmente collassati, prossimi al collasso o per i quali la capacità strutturale era stata fortemente compromessa necessitavano di un rilievo il più possibile accurato, compatibilmente con la sicurezza degli operatori. La gestione dell’emergenza da parte della Direzione di Comando e Controllo della Protezione Civile ha immediatamente imposto l’esigenza di zone rosse, distanze minime di rispetto da edifici danneggiati e importanti puntellamenti quando non si è proceduto, da subito, alla demolizione del manufatto compromesso. Con tale limitazione dell’accessibilità ci si è confrontati per approntare in estrema rapidità campagne di rilievo integrato attraverso l’impiego di laserscanner 3D per l’acquisizione di informazioni morfometriche a distanza, in modo rapido e accurato, in condizioni di intervento capaci di garantire l’incolumità degli operatori. L’acquisizione del dato ha comunque dovuto scontare la situazione di emergenza. È stata necessaria infatti una riflessione metodologica importante per comprendere come impiegare il dato compatibilmente con lo stato di fatto. Spesso la presenza di puntellamenti, macerie o aree inaccessibili ha condotto all’accettazione di coni d’ombra nella scansione laser, difficilmente colmabili. Il rilievo in emergenza pone di conseguenza una inusuale riflessione sul dato e sulla sua acquisizione, che deve essere necessariamente mediata con le finalità d’impiego e le metodologie operative.
Finalità e metodologie Il rilievo con strumenti laser scanner delle aree colpite da sisma si configura in modo particolare come un utile supporto alla verifica strutturale, alla messa in sicurezza del manufatto e alla realizzazione del progetto di restauro. L’impiego di questo tipo di strumentazione, subito dopo il sisma del 20 Maggio, è stato adottato per rilevare perlopiù porzioni di tessuto urbano che presentavano importanti lesioni e/o particolari criticità strutturali visibili nel vasto patrimonio storico-artistico e che evidenziavano il possibile innesco di ulteriori cinematismi. Le operazioni di rilievo in queste particolari circostanze presentano alcune specifiche caratteristiche che le rendono difficilmente ascrivibili agli schemi e alle metodologie normalmente utilizzate nell’attività di rilievo tradizionale, in quanto ogni scenario di intervento, ogni edificio o porzione
di esso, si configura come un caso a sé stante e richiede, perciò, un veloce e proprio progetto di rilievo, nonché l’integrazione di metodologie e strumentazioni diverse. In tali situazioni si rivela indispensabile acquisire tridimensionalmente, il più velocemente possibile e in totale sicurezza, il manufatto nella sua modificata configurazione spaziale, non più riconducibile a quei riferimenti progettuali che lo hanno generato, con l’obiettivo di fornire tutte le informazioni utili a poter avviare, in breve tempo, il complesso delle operazioni atte a consolidare e preservare la struttura, la morfologia e garantire la sicurezza della popolazione, nonché ad alimentare il ‘carente’ archivio di dati, che possono risultare utili alla fase ricostruttiva senza mai perderne i rapporti dimensionali e distributivi. A tal proposito numerosi campanili, simboli caratteristici del territorio diffuso, sono stati pesantemente danneggiati o comunque interessati da importanti deformazioni: queste strutture snelle sono spesso caratterizzate da altezze considerevoli e hanno rappresentato una priorità per la messa in sicurezza, in quanto potevano risultare potenzialmente interessati da crollo in seguito ad ulteriori piccoli sismi o all’amplificarsi dei cinematismi che li avevano interessati e che, gravando su porzioni di edificato ad essi sottostanti, non garantivano la sicurezza e la seppur difficile vita quotidiana nelle sue vicinanze. Si è evidenziato come i tempestivi ed economici rilievi tridimensionali svolti in piena emergenza, atti a documentare la memoria storica e morfometrica, abbiano permesso agli organi preposti di privilegiare la sicurezza dei cittadini optando per una de-costruzione del manufatto o nei casi più gravi alla loro completa demolizione. Una memoria geometrico-morfologica, questa, che può dar inizio a importanti discussioni sulla loro ri-costruzione, forse incentrando il rilievo come atto progettuale più che come base per una ricostruzione sintetica, interpretando il pensiero dov’era ma non com’era.
Il rilievo nei momenti successivi a una calamità di queste dimensioni, oltre come detto ad essere utile per verificare i danni subiti dalla fabbrica, può essere considerato non più incentrato esclusivamente allo studio della città e del costruito, ma può costituirsi come un contenitore multiscala dove archiviare e catalogare un valido database utile alle molteplici e successive analisi. L’importanza di conoscere in primis le finalità del rilievo risulta un aspetto indispensabile alla programmazione dell’attività da svolgere in
sito; l’ambito di intervento risulta molto spesso difficilmente raggiungibile e accessibile, quasi mai in piena sicurezza e di conseguenza la breve permanenza dell’operatore in detti luoghi risulta essere una prerogativa indispensabile.
Gli strumenti laser scanning 3D grazie alla loro rapidità di acquisizione tridimensionale dell’ambiente che li circonda, al loro apprezzabile grado di precisione metrica e oggi anche alla loro ormai semplicità e facilità di posizionamento risultano essere un valido supporto a queste operazioni. La descrizione geometrica viene così acquisita metricamente e oggettivamente in ogni suo più piccolo elemento sotto forma di nuvola di punti, la cui definizione è conseguenza dello step angolare impostato per l’acquisizione e della distanza dalla superficie da rilevare.
Ciascun punto risulta definito dalla sua posizione spaziale cartesiana X, Y, Z con origine nel punto di emissione dell’impulso laser, le osservazioni eseguite in maniera automatizzata per passi angolari discreti annullano o riducono sensibilmente le operazioni di discretizzazione necessarie al rilievo diretto o alla celerimensura classica, che impone preventivamente la conoscenza dei punti di interesse che meglio descrivono le varie deformazioni subite dalla fabbrica.
Sebbene si sia parlato di sistema di acquisizione automatico dei dati, preme sottolineare che anch’esso necessita di un accurato progetto preliminare delle stazioni di rilievo al fine di limitare al massimo le zone non visibili e garantire la massima sicurezza nelle seppur veloci operazioni che ci si accinge a svolgere. Con l’intento di coprire quanta più superficie rilevata possibile vengono determinati preventivamente i vari punti dove si ritiene conveniente e possibile posizionare la strumentazione, i parametri di scansione e la tecnologia di laser da utilizzare in funzione sia della distanza dal punto di presa sia della rapidità di scansione. Le acquisizioni realizzate generano altrettante nuvole di punti che necessitano di eventuali operazioni di post-processing dei dati in cui, attraverso software dedicati, vengono georeferenziati in un unico sistema di riferimento, perlopiù senza l’utilizzo di target o punti notevoli in considerazione del fatto che il loro utilizzo richiederebbe una pianificazione impegnativa in termini di tempistica e la permanenza dell’operatore per più tempo all’interno o in prossimità di strutture con forti criticità statiche.
Un ulteriore aspetto che ha portato alla scelta dell’utilizzo del laser scanner per questo tipo di rilievi, oltre a tutti quelli già enunciati, risulta essere la necessità di rilevare forme complesse o non più riconducibili a forme geometriche semplici, acquisirne le loro irregolarità riconducibili al fenomeno sismico e quindi identificare correttamente i fenomeni di dissesto consentendo la redazione di opportuni progetti di consolidamento, di messa in sicurezza o nei casi più gravi di demolizione.
Si può dunque affermare che l’utilizzo di queste tecnologie di misura permettano in tempi brevissimi e in quasi totale sicurezza l’analisi da parte dei tecnici dei dissesti, la formulazioni di ipotesi dei cinematismi che hanno indotto tali deformazioni e la formulazione dei relativi piani di messa in sicurezza in modo speditivo e puntuale.

Log In or Sign Up

Password dimenticata? / Nome utente dimenticato?


Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /dati/virtuali/www.paesaggiourbano.net/libraries/joomla/filter/input.php on line 652

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /dati/virtuali/www.paesaggiourbano.net/libraries/joomla/filter/input.php on line 654