Prevenzione sismica del centro storico di Ferrara nell’Emergenza Emilia 2012

  • Scritto da  Mauro Dolce, Elena Speranza

Durante l’emergenza terremoto che ha investito la Regione Emilia-Romagna a partire dal 20 giugno 2012, il Dipartimento della Protezione Civile ha intrapreso una specifica attività di rilevamento a tappeto degli edifici ordinari del centro storico di Ferrara, a scopo di prevenzione. L’attività è stata finalizzata sia a migliorare la risposta in emergenza della città, per quanto attiene al rilievo di agibilità in caso di un eventuale futuro evento, sia ad acquisire dati ed informazioni generalizzate sulla qualità del costruito storico

Il contesto generale
L’esigenza di avviare un rafforzamento delle attività di prevenzione da parte del DPC in piena emergenza Emilia scaturiva dal comunicato di sintesi del 7 giugno 2012 della Commissione Grandi Rischi, che evidenziava la possibilità di ulteriori eventi di magnitudo paragonabili a quelli del 20 e 29 maggio nella zona compresa tra Finale Emilia e Ferrara. In tale area, l’elevata esposizione della città di Ferrara in termini di popolazione, edifici e abitazioni (rispettivamente 130.992 abitanti; 19.718 edifici; 63.175 abitazioni), imponeva successivamente di concentrare l’azione di prevenzione su tale città. In particolare si stabiliva, in raccordo con le Istituzioni locali, di focalizzare l’attenzione sul Centro Storico della città, potenzialmente caratterizzato da una maggiore propensione al danneggiamento in occasione di un possibile futuro evento. Nell’impostazione delle attività, tenuto conto delle finalità di prevenzione delle stesse, si decideva pertanto di avviare un rilievo speditivo a tappeto dell’edilizia ordinaria storica, così da censire, in tempi estremamente limitati e senza interferire in modo sensibile con la popolazione locale, il centro storico in buona parte della sua estensione. Data la ristrettezza dei tempi dettata dall’emergenza in corso, e la conseguente impossibilità oggettiva di coprire l’intera superficie interna alla cinta muraria della città, l’indagine si è concentrata sugli insediamenti del centro storico più antichi e consolidati, anche caratterizzati da una maggiore complessità degli aggregati strutturali presenti. In particolare i sopralluoghi hanno interessato la zona del Castrum e le successive addizioni medievali della città da Corso della Giovecca a Via dei Baluardi e la porzione più storicizzata dell’Addizione Erculea.


Gli strumenti operativi di rilievo del patrimonio edilizio ordinario del Centro Storico
La prima finalità della campagna di raccolta dati è stata dettata dall’esigenza di migliorare, in caso di reale emergenza, la risposta in termini protezione civile sul territorio, attraverso un’ottimizzazione dei sopralluoghi di agibilità potenzialmente attivabili. Tale obiettivo è stato perseguito attraverso la compilazione preventiva delle schede di agibilità AeDES, (strumento ufficialmente utilizzato dal Dipartimento della Protezione Civile per il rilievo dell’agibilità post-sismica), sino alla caratterizzazione degli edifici dal punto di vista strutturale (sezioni 1, 2, 3 della scheda). Le informazioni raccolte in tale occasione, arricchite da un ulteriore strumento operativo di rilievo, specifico per gli aggregati strutturali, hanno consentito di analizzare e caratterizzare la consistenza del patrimonio edilizio minore per quanto attiene alle caratteristiche costruttive generalizzate ed alla vulnerabilità sismica, in modo da pervenire ad una banca dati a disposizione delle istituzioni locali prevalentemente orientata ad attività di prevenzione quali mitigazione e/o pianificazione. La scheda Aggregato strutturale (AS) rappresenta una novità: è stata concepita insieme ad altri 4 strumenti operativi nell’ambito OPCM 4007 del 29/2/2012 per il conseguimento dell’analisi della Condizione Limite dell’Emergenza di un insediamento urbano. Il suo utilizzo, combinato alla scheda AeDES nell’esperienza Ferrarese, è dunque sperimentale. Questa scheda ha rappresentato uno strumento conoscitivo estremamente importante per inquadrare, sebbene in termini speditivi e semplificati, la mutua relazione tra i singoli edifici (unità strutturali) sia in termini volumetrico-spaziali, che di mutua interazione strutturale.
Configurandosi come scheda “madre” delle singole schede AeDES, la scheda AS consente di chiarire in modo inequivocabile l’articolazione di un sistema edilizio variamente complesso e per certi versi anche di pianificarne la successiva fase di schedatura dei singoli edifici. Il problema del riconoscimento delle unità strutturali è infatti di particolare rilevanza nei nostri centri storici, caratterizzati da notevole eterogeneità costruttiva-strutturale, strettamente dipendente dal processo evolutivo della città storica, avvenuta per progressivo intasamento degli spazi liberi con conseguente occupazione sistematica e spontanea degli spazi di risulta, in adiacenza e continuità con il costruito esistente. È bene precisare che la disamina dell’aggregato in termini di edifici rappresenta una esigenza imprescindibile dei sopralluoghi di agibilità, poiché il giudizio di agibilità (e pertanto la scheda AeDES) è, come noto, riferito al singolo edificio. I ritmi dell’emergenza tuttavia non consentono sempre i tempi necessari per valutazioni omogenee e sistematiche sul costruito (sul medesimo aggregato possono trovarsi ad operare ad esempio in tempi diversi più squadre), con possibili implicazioni anche sulla gestione delle problematiche del post- emergenza. La predisposizione a monte di tale attività in tempo di pace va pertanto nella direzione, da una parte, di ottimizzare ed agevolare la gestione di alcuni aspetti dell’emergenza sismica, dall’altra di fornire strumenti ed informazioni preziosi per strategie a lungo termine di recupero e mitigazione del rischio sismico dei centri storici.

Risultati conseguiti e futuri sviluppi
La campagna di sopralluoghi condotta durante le 10 settimane di attività, in emergenza, ha portato in totale alla schedatura di 450 Aggregati Strutturali per un totale di circa 3.400 edifici. Nei mesi a seguire, con il supporto operativo da parte dell’Università di Ferrara, il rilievo è stato integrato per giungere a lavoro ultimato ad un numero totale di 485 aggregati e 3.795 unità strutturali, che costituiscono circa i 3/4 del patrimonio edilizio del centro storico.
Risultato considerevole, tenuto conto che si è trattato di un’operazione svolta in emergenza con la collaborazione su base volontaria di tecnici professionisti, e che è auspicabile possa essere recepito e fungere da stimolo per ulteriori attività di prevenzione di cui le autorità locali intendano farsi promotrici.

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