Cattedrale di Bagrati a Kutaisi in Georgia

  • Scritto da  Andrea Bruno

Restauro e rifunzionalizzazione dell’edificio simbolo dell’identità culturale e religiosa della Georgia

Perché e per chi conservare? Cosa merita di essere conservato? È possibile giudicare i limiti di una trasformazione che conduca all’eliminazione di parti e all’addizione di altre? In questo processo continuo di trasformazione del costruito e con il duplice fine
di realizzare nuove architetture per nuove funzioni e conservare le esistenti per gli usi in atto si colloca la ricerca intellettuale e professionale che ha da sempre caratterizzato il mio mestiere di architetto: l’utilizzo di architetture esistenti per rinnovate funzioni. L’autenticità è concetto base di non univoca definizione che non porta necessariamente alla scelta di attuare una conservazione assoluta di ogni traccia del passato stratificato, ma di soppesarne significato, qualità e valore.
Certo il termine autenticità non è neutrale, ed esprime una nozione visibilmente soggetta a oscillazioni, in stretta connessione con la cultura ed il periodo storico nel quale è inserito. La ricerca dell’autenticità oggi si dovrebbe concretizzare, a mio avviso, nel rispetto della storia e al contempo nell’uso delle tecniche del presente. È il “progetto” che deve dare senso al termine “restauro” che, a sua volta, deve sottolineare l’autenticità del monumento o del sito sul quale si opera evidenziandone i valori materiali e immateriali. L’incarico affidatomi dal Ministero della Cultura Georgiana prevedeva un intervento architettonico per il completamento del recupero della cattedrale risalente all’XI sec. e ridotta a stato di rovina alla fine del XVI sec. e avviato da oltre trent’anni con la ricomposizione delle murature perimetrali e il completamento delle volte degli absidi nord, est e ovest, secondo i principi indicati dalle Carte del Restauro e liberamente interpretati in un progetto predisposto e diretto dall’architetto georgiano Gremelashvili.
La mia proposta di completamento del cantiere in corso è stata la risposta alla urgenza delle autorità locali religiose e civili di poter rendere nuovamente fruibile un edificio sacro dalla storia millenaria, simbolo dell’identità culturale e religiosa della Georgia da realizzarsi (in tempi assolutamente inderogabili, riaprendo la Cattedrale al culto in un momento storico-politico di particolare importanza nella sua ristabilita identità nazionale.
I lavori di completamento sono iniziati il 7 luglio 2011 e conclusi il 15 settembre del 2012 con l’inaugurazione da parte del Presidente Mickheil Saakashvili e del Patriarca Ilia II. Capolavoro dell’architettura medievale georgiana dell’XI secolo, edificato durante il regno di Bagrat III (978 a.C. – 1014 d.C.), l’edificio è stato oggetto nel corso dei secoli dell’avvicendarsi di diverse fasi costruttive e di devastanti distruzioni culminate con quella inferta dalle truppe ottomane, alla fine del XVI secolo, che ne ha ridotto l’imponente struttura in pietra a stato di rovina, provocando il crollo del tetto e della cupola. Già negli anni ’50 del secolo scorso iniziarono i lavori di restauro e di indagine archeologica sia sull’edificio che sull’intero sito. Questi interventi di ricostruzione congetturale, ascrivibili alla tipologia dell’anastilosi, si sono storicizzati entrando a pieno titolo all’interno delle fasi costruttive della cattedrale.
Un’approfondita e attenta attività di recupero e di rilievo dei frammenti lapidei presenti da secoli sul sito aveva dato l’avvio ad una fase, in parte realizzata al momento dell’affidamento ad Andrea Bruno dell’incarico di restauro della cattedrale, di ricostruzione di significative porzioni dell’edificio, andate completamente distrutte. Questa volontà di recuperare l’alto valore architettonico dell’edificio mirava non soltanto a riproporre l’immagine del monumento come appariva prima della sua distruzione, ma a fornire un indispensabile supporto alla memoria dei suoi valori storici e a recuperarlo nella sua interezza funzionale, quale significativo luogo di culto.
Il progetto di completamento da me predisposto è stato il frutto di una ragionata mediazione tra il mantenimento di alcuni degli interventi ricostruttivi già realizzati e l’inserimento di completamenti e aggiunte, utilizzando materiali e tecnologie attuali, compatibili e rispettose dell’armonia compositiva ed estetica di questo luogo sacro e della sue pre- esistenze storiche. Questa scelta ha permesso quindi di realizzare un nuovo apparato strutturale che ricalca fedelmente l’impianto originario, riproponendo una nuova spazialità funzionale alla destinazione museale. Il progetto di rinascita della Cattedrale di Bagrati ha preso avvio con il completamento delle murature perimetrali all’epoca solo consolidate in fondazione e parzialmente in elevato sulla base del progetto dell’architetto georgiano Gremelashvili, avviato nel 1952. La ricomposizione delle murature e delle volte degli absidi nord, est ed ovest della Cattedrale è proseguita come da progetto originario, mentre nel braccio ovest (fronte principale di ingresso) è stata realizzata una nuova struttura in acciaio a completamento degli spazi progettati dagli originari costruttori.
È stato completato il consolidamento strutturale delle murature perimetrali con cordolature perimetrali di rinforzo e consolidamenti antisismici progettati dall’architetto Gremelashvili. Si è ricostruito il corpo centrale della chiesa con il tamburo e la cupola centrale, procedendo dall’ultimazione delle 4 colonne ottagonali fino alla ricostruzione di tutte le volte in c.a. e pietra costituenti il soffitto delle absidi nord, est e sud. Le due colonne circolari, esterne all’impronta del tamburo e ubicate nella navata occidentale, sono state portate a termine in c.a e successivamente parzialmente rivestite in acciaio a rappresentare la cerniera strutturale e temporale tra la cattedrale in pietra e l’intervento innovativo.
Al posto di strutture murarie interne previste dal progetto in corso di esecuzione è stata costruita una nuova struttura di pilastri ed orizzontamenti in acciaio riproponendo un piano intermedio alla stessa quota dell’originale matroneo con una nuova volta in lamiera di acciaio inox finitura Peltrox. All’estradosso del nuovo soffitto voltato, la copertura della chiesa è costituita da un tetto con finitura in lamiera di rame pretrattato disposto su una struttura portante in legno; la nuova copertura rappresenta l’elemento di continuità e di unione tra il vecchio ed il nuovo intervento garantendo un’unità formale all’intero complesso.
All’esterno della cattedrale, sul fronte settentrionale, in aderenza del corpo aggiunto alla facciata di ingresso, è stato realizzato un corpo scale in acciaio che consente l’accesso dei visitatori al piano del matroneo dove verrà allestito il Museo della Cattedrale. Un percorso di visita consentirà ai fedeli ed ai futuri visitatori di scoprire la gloriosa e millenaria storia della Georgia e le tormentate vicende dalla distruzione della Cattedrale fino al momento attuale della sua resurrezione. Il nuovo matroneo è l’elemento più innovativo: pur rispettando l’impronta e la quota originaria di quello scomparso, il nuovo solaio, costituto da un “cassettonato” in acciaio, permette l’utilizzo di un’ampia superficie completamente rinnovata. strutture portanti verticali ed orizzontali in acciaio
Le strutture portanti sono state realizzate con materiali e tecnologie attuali per integrare volumetrie perdute delle quali non rimane che la memoria; travi e pilastri portanti interni alla navata principale (braccio ovest) sono stati realizzati in acciaio che ha sostituito il cemento armato già impiegato per tutto il rinforzo antisismico delle murature perimetrali esterne. Al livello del nuovo solaio il progetto realizzato non ha modificato volumetricamente la forma primitiva della chiesa perché di fatto ha mantenuto l’originaria tripartizione del corpo occidentale che risulta diviso in tre navate voltate a botte, una centrale di 9,10 metri di larghezza e due laterali più piccole rispettivamente di 3,90 e 4,45 metri. Al piano di ingresso alla chiesa, sull’asse della porta lato ovest, sono stati realizzati due pilastri in acciaio, sull’impronta delle strutture di fondazione già realizzate. I due nuovi pilastri, di circa 8 metri di altezza, hanno un diametro di 76 cm e costituiscono i principali elementi portanti del nuovo solaio. La loro pianta a forma di stella ad otto punte nasce geometricamente ispirata dalla pianta ottagonale delle colonne esistenti.
Su ciascuno dei due pilastri, alla quota di 7,18 m, è stata appoggiata una trave di 9,90 metri. Ciascuna delle travi è sostenuta su tre appoggi: il pilastro centrale in acciaio, il muro della facciata occidentale e la colonna ricostruita in c.a. più esterna al tamburo centrale della chiesa. Le due travi, oltre a servire da ancoraggio e sostegno per il nuovo solaio, costituiscono l’appoggio per il secondo ordine di pilastri in acciaio che rappresentano la struttura portante del sistema di copertura. I dieci pilastri secondari, di pianta cruciforme e di 7,50 m di altezza, hanno un diametro inferiore rispetto a quelli del piano terra, (46 cm) e sono disposti allineati, cinque per parte, su ciascuna delle due travi ad interasse costante di 185 cm. I dieci pilastri, a partire dalla quota +11,95, sorreggono le due volte laterali e la volta principale in c.a. Copertura in acciaio delle volte L’imponente soffittatura della navata principale (9 x 10 m) è in c.a. rivestita in acciaio inox con finitura Perltrox i cui pannelli modulari sono stati preparati in officina ed ancorati al di sotto di una centinatura metallica che ne permette l’ancoraggio. Le due navatelle laterali sono coperte invece da volte a botte più piccole (4,45 m. la navatella a nord e 3,90 m. quella del lato sud) e si imposteranno ad una quota + 11,95; sono dello stesso materiale e rivestimento di quella centrale. nuovo solaio cassettonato in acciaio Il nuovo solaio si ancora alla muratura perimetrale lungo la stessa linea di quota dell’originario, a cui un tempo si accedeva attraverso una ripida scala in pietra ubicata nella navatella laterale sul lato nord della Cattedrale ed oggi completamente scomparsa. Il moderno pavimento è sostenuto da una maglia ortogonale di travi metalliche, a sezione rettangolare che incrociandosi tra loro formeranno una sorta di “cassettonato” metallico con
una trama regolare di circa 100x100 cm. La pavimentazione superiore è stata realizzata in lastre di acciaio disposte al di sopra della struttura metallica suddivise da un sistema di luci a LED che ne scandiscono la regolare ripartizione geometrica e in grado di diffondere uniformemente una calda luce d’ambiente al piano del matroneo. L’affaccio sul piano inferiore è garantito da parapetti in lastre di vetro stratificato ancorati alle travi in acciaio del solaio.
blocco scale esterno e percorso museale La struttura della scala, che non modifica la volumetria e l’aspetto del rudere esistente, completamente reversibile, è in acciaio ed è fondata all’interno di un ambito chiuso da quattro pareti perimetrali in pietra già esistenti. La struttura interna ed esterna è rivestita con pannelli in acciaio che richiamano la trama dei conci della muratura in pietra e superfici vetrate.
Il museo della Cattedrale di Bagrati si estenderà su tre piani sovrapposti all’interno del fronte ovest della Cattedrale ed avrà attività e percorsi differenti rispetto alle funzioni religiose che si svolgeranno indipendentemente all’interno della chiesa. L’inserimento di plastici tridimensionali e l’esposizioni di immagini, mappe storiche e ricostruzioni grafiche di varia natura permetterà di evidenziare le successive fasi di sviluppo della Cattedrale, dalla prima costruzione all’ultimo restauro consentendo al visitatore di comprendere facilmente le principali tappe costruttive dell’edificio.
L’antico percorso di accesso al piano sottotetto permette l’ingresso in quota al nuovo matroneo. Percorrendo il corridoio, la parete alla destra del visitatore è rivestita con uno specchio a tutta altezza, mentre, al fondo, uno specchio inclinato riflette la bandiera della Georgia che, come una finestra sul cielo di Kutaisi, illumina il percorso. Attraversato quest’ultimo passaggio, il pubblico si trova ad otto metri di altezza rispetto al pavimento della Cattedrale. Una visione prospettica unica che porta lo sguardo del visitatore sull’altare, oltre i quattro grandi pilastri di sostegno alla cupola. I 156 mq di superficie del nuovo “matroneo” permettono di arricchire il percorso museale attraverso l’esposizione di immagini e reperti in grado di illustrare le diverse fasi dell’affascinante storia culturale e religiosa della Cattedrale e delle sue trasformazioni nel tempo. Un ulteriore sviluppo dei lavori dovrà coinvolgere la circostante area esterna, ricca di testimonianze archeologiche meritevoli di essere valorizzate.

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