La decima edizione del Premio Internazionale Architettura Sostenibile

  • Scritto da  Luca Rossato (a cura di)

Il Premio Internazionale Architettura Sostenibile Fassa Bortolo festeggia i suoi primi dieci anni di vita. La crescita dell’iniziativa è stata esponenziale, un decennio che ha visto il Premio arricchirsi anno dopo anno di partecipanti sempre crescenti in numero e internazionalità valutati di volta in volta da giurati di fama mondiale nel settore

Il Premio Internazionale Architettura Sostenibile compie dieci anni. L’iniziativa fondata nel 2003 dal Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara e dall’azienda Fassa Bortolo vuole incentivare e promuovere architetture (costruite o elaborate in tesi di laurea, dottorato e specializzazione) che sappiano rapportarsi in maniera equilibrata con l’ambiente, che siano pensate per le necessità dell’uomo e che siano capaci di soddisfare i bisogni delle nostre generazioni senza limitare, con il consumo indiscriminato di risorse e l’inquinamento prodotto, quello delle generazioni future. La crescita dell’iniziativa è stata esponenziale, un decennio che ha visto il Premio arricchirsi anno dopo anno di partecipanti sempre crescenti in numero e internazionalità. La manifestazione è infatti negli anni riuscita ad attrarre tra i suoi iscritti alcuni importanti nomi del panorama mondiale come Dominique Parrault, Baumschlager & Eberle, Sauerbruch Hutton, Eduardo Souto de Moura, Kengo Kuma, Shigeru Ban, Christoph Ingenhoven, Georg Reinberg, Alejandro Aravena, Philippe Samyn, Diener & Diener, solo per citare i più famosi. Anche i nomi dei giurati che si sono susseguiti in questa decade densa di progetti sono di altissimo valore e vanno a formare una community rimasta vicina alla manifestazione con l’apporto di contributi e spunti culturali legati alla divulgazione dell’architettura sostenibile. Tra questi troviamo nomi del calibro di Thomas Herzog, Francisco Mangado, Francine Houben, Françoise Hélène Jourda, Sir Michael Hopkins, Juhani Pallasmaa, Alexandros Tombazis, Wilfried Wang, Hermann Kaufmann, Matteo Thun, Luigi Prestinenza Puglisi, Brian Ford, Mario Cucinella. La forza propulsiva della manifestazione sta proprio nell’indipendenza dei giurati dallo sponsor che si limita ad un ruolo di secondo piano mantenendo da anni un atteggiamento neutrale che enfatizza l’obiettività delle decisioni. L’unico criterio di scelta è sempre stato premiare un’architettura di alta qualità a livello internazionale tenendo conto della collocazione, del compito e dell’utilizzo dei mezzi sostenibili. Il cambio annuale dei membri della giuria garantisce inoltre decisioni neutrali esenti da influenze stilistiche o di qualsiasi genere di “scuola”, escludendo possibili pregiudizi nella scelta delle soluzioni premiate, per quanto riguarda la tipologia, l’interpretazione dell’utilizzo, il materiale o i sistemi di ingegneria strutturale. I giurati hanno sempre background culturali differenti, provenendo da luoghi, o addirittura da zone climatiche, molto diversi fra loro, proprio per garantire la massima varietà di esperienze possibile ai fini di una scelta equa. La diversità dei contributi, che in queste ultime edizioni provengono da tutti i continenti, sottolinea molto chiaramente un aspetto: le soluzioni offerte riflettono un compito nuovo, un approccio individuale nato dalle rispettive circostanze, un approccio che, nella sua forma, si discosta fortemente dallo “stile internazionale”. Proprietà legate in modo permanente alla propria località geografica, alla topografia, all’ambiente circostante e al clima locale possono mostrarci approcci diversi in termini di gestione dell’energia per quanto riguarda l’illuminazione naturale, la protezione dal surriscaldamento e la generazione di energia ambientale per la produzione di elettricità, per il riscaldamento e il condizionamento. Tutto ciò riflette lo sviluppo di un nuovo regionalismo architettonico attraverso le varie soluzioni provenienti dalla ragione, dalla conoscenza, dalla competenza progettuale e dal potenziale creativo degli autori. Il Premio in questa edizione festeggia i suoi primi dieci anni con una giuria sempre guidata dalla competenza ed esperienza di Thomas Herzog e con un membro d’eccezione: l’architetto australiano Glenn Murcutt (Premio Pritzker 2002) nel panel giurati per selezionare i migliori progetti dell’edizione assieme al danese Erik Bystrup e ai docenti del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara Nicola Marzot e Antonello Stella. Gli aspetti ambientali e climatici sono stati quest’anno ritenuti fondamentali dalla Giuria nella valutazione della qualità delle opere e nella formulazione dei giudizi. Per tale motivo sono state premiate architetture che hanno saputo raggiungere elevate qualità formali anche attraverso l’analisi accurata delle variabili ambientali, definendo edifici pienamente integrati nel contesto d’intervento. Per la categoria delle opere realizzate la Giuria ha selezionato per la valutazione finale 10 progetti di cui 3 sono risultati vincitori di medaglie d’oro e d’argento e 7 ritenuti valevoli dell’assegnazione di una menzione d’onore. Il primo premio va quest’anno all’opera di Rahul Mehrotra di Mumbai, con l’affascinante progetto di un complesso residenziale per elefanti e i loro custodi, un intervento capace di riqualificare il territorio circostante ricreando un delicato senso di comunità. Le due medaglie d’argento ex-aequo premiano invece gli interventi di María González and Juanjo López de la Cruz (Sol89) per la realizzazione di una scuola di cucina in un antico macello e il milanese DAP studio (Elena Sacco, Paolo Danelli) + Paola Giaconia per il centro civico Roberto Gritti. Ampio respiro internazionale anche per le menzioni d’onore provenienti da Cile, Austria, Giappone, Spagna, Australia e Stati Uniti. Per la categoria delle tesi di Laurea invece sono stati selezionati 5 progetti di cui 3 premiati con medaglie d’oro e d’argento e 2 ritenuti rimarchevoli per alcuni aspetti particolari e quindi menzionati con onore. Se l’oro è andato a un lavoro di un numeroso gruppo di neo laureati del Politecnico di Bari (Alberto Maria Ficele, Francesco Garofoli, Sara Lagna, Vincenzo Salierno, Daniele Spirito, Francesco Vurchio) grazie all’elaborazione di un progetto per la riqualificazione del territorio delle saline della città di Cagliari, i due argenti hanno premiato Alessandra Alimonti e Vincenza De Vincenziis dell’Università Gabriele D’annunzio di Chieti-Pescara (Strategie di riqualificazione dei quartieri ATER Pescara) e Irene Toselli con un lavoro prodotto alla Harvard Graduate School of Design, USA, (ricucitura urbana dell’area portuale e industriale della città di Brindisi). La Cerimonia di Premiazione si terrà a Ferrara il prossimo 18 giugno alla presenza di tutti i premiati e della giuria dell’edizione. Il giorno seguente invece, mercoledì 19 giugno, per celebrare i dieci anni di attività del Premio avrà luogo il Simposio Internazionale Responsible Architecture, Sustainability as a challenge for the present, a necessity for the future. L’evento previsto nel pomeriggio presso Palazzo Tassoni Estense a Ferrara vivrà delle esperienze portate dai numerosi relatori attraverso le presentazioni dei loro lavori. Gli ospiti internazionali che hanno accettato l'invito a prendere parte all'incontro e a presentare i propri lavori moderati da Harald Stühlinger (Svizzera) sono: Thomas Herzog (Germania), Glenn Murcutt (Australia), Michael Hopkins (Regno Unito), Rahul Mehrotra (India), Peter Rich (Sud Africa) e Erik Bystrup (Danimarca). Un evento che dimostra come il Premio Internazionale Architettura Sostenibile sia ormai un punto di riferimento mondiale per la diffusione di una architettura sempre più responsabile.

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