La pianificazione sportiva integrata

  • Scritto da  Alfred Rütten, Annika Frahsa, Peter Gelius

L’articolo presenta l’ISEP, pianificazione sportiva integrata, come strumento partecipativo di pianificazione di ambienti che promuovono l’attività motoria

 

Il potenziamento dell’attività sportiva e la promozione dell’attività motoria (AM)1 sono emerse come problematiche rilevanti durante l’ultimo decennio nell’Unione Europea (Commissione Europea, 2007, 2011; Gruppo di lavoro UE “Sport e salute”, 2008). Il Libro Bianco dello Sport (Commissione Europea, 2007) connette la promozione dello sport alla garanzia dell’accesso alle infrastrutture sportive da parte dei cittadini sottolineando l’importanza di un appropriato uso delle infrastrutture per la promozione dello sport e dell’AM. Le Linee Guida per l’AM nell’Unione Europea (Gruppo di Lavoro “Sport & Salute” UE, 2008) richiamano l’importanza di approcci intersettoriali che coinvolgano settori quali sport, salute, educazione, mobilità, ambiente e pianificazione urbanistica per promuovere lo sport e l’AM. Più recentemente, il progetto IMPALA (IMPALA, 2010, 2011) ha raccolto politiche e buone pratiche rivolte allo sviluppo di infrastrutture per lo sport e l’AM in dodici paesi europei. Il risultato più rilevante di IMPALA sono state le Linee Guida europee per il miglioramento delle infrastrutture per l’AM nel tempo libero a livello locale. Le Linee Guida si concentrano sull’equità sociale, sulla collaborazione tra settori e sulla partecipazione e fanno riferimento a vari tipi di infrastrutture quali impianti sportivi, infrastrutture per il tempo libero (piste ciclabili, playgrounds) e spazi pubblici e verdi utilizzabili per lo sport e l’AM (Rütten et al., 2011). Mentre emergevano politiche e progetti di questo genere a livello internazionale, diversi Comuni in Europa stavano sviluppando e applicavano modelli locali concentrati su politiche e infrastrutture di supporto. Questi sforzi sono stati spesso supportati da ricerche applicate e da fondi locali o internazionali. In Germania, circa cento Comuni hanno adottato il concetto di ISEP (Integrated Planning and Sport Development) Pianificazione sportiva integrata costruito su dati empirici e applicano un approccio di collaborazione tra settori e di coinvolgimento delle comunità coordinato da realtà universitarie. Pianificazione sportiva integrata-ISEP Le linee guida di IMPALA differenziano la pianificazione, la costruzione, il finanziamento e la gestione delle infrastrutture per lo sport e l’AM (Rütten et al., 2011) e identificano dieci esempi di buone pratiche. Riguardo alla progettazione, le line guida definiscono i prerequisiti, ad esempio il censimento delle infrastrutture e dei data base sullo sport e sull’AM e descrivono come usare quei prerequisiti per promuovere equità sociale e collaborazione intersettoriale. Le line guida forniscono inoltre una check-list per le buone pratiche sulla compilazione e consigli sui parametri di progettazione e sulla pianificazione di azioni concrete con gli stakeholders e con diversi gruppi di residenti. Le line guida presentano la Pianificazione sportiva integrata, un approccio locale di ricerca e sviluppo per promuovere le opportunità per l’AM e lo sport come esempio di buona pratica progettuale. Negli anni Novanta i Comuni tedeschi iniziarono a chiedere consulenze scientifiche sul tema portando allo sviluppo dell’ISEP e dei suoi differenti strumenti (Rütten, 1998; Rütten, Schröder & Ziemainz, 2003) a servizio della progettazione in varie municipalità. Più recentemente ISEP ha costituito il quadro di riferimento per un rapporto nazionale sulla pianificazione comunitaria e lo sviluppo dello sport (Memorandum zur kommunalen Sportentwicklungsplanung). Il rapporto è stato promosso dall’Associazione Tedesca per le Scienze Motorie (DVS) e scritto da ricercatori sportivi in collaborazione con la Confederazione Sportiva Olimpica Tedesca e con l’Associazione Tedesca dei Comuni (DVS, 2010). Il primo obiettivo dell’ISEP è di rendere capaci le comunità locali, i fornitori di servizi sportivi e gli altri attori di rivolgersi alle presenti e future abitudini motorie. In secondo luogo, ISEP punta a ottimizzare l’uso delle infrastrutture esistenti e dei programmi di AM in corso. Oltre a ciò tende a fornire una base per prendere le decisioni e assicurare l’affidabilità della pianificazione per i portatori d’interesse coinvolti. Infine, ISEP vuole ottenere la concertazione tra i principali attori e settori politici così come la concentrazione delle forze per lo sviluppo dello sport e la promozione dell’AM. L’approccio di ISEP fa distinzione tra (a) strumenti di valutazione e (b)strumenti di pianificazione. Gli strumenti si applicano a tre aspetti: il censimento, la valutazione dei bisogni e la pianificazione cooperativa. Un quarto elemento, il piano di sviluppo dello sport, sintetizza i risultati e le valutazioni delle procedure di pianificazione. Strumenti di valutazione L’ISEP include sei tipi di valutazione (cfr. figura 1, nn. 1-6). Il primo tipo riguarda Il censimento delle infrastrutture per lo sport e l’AM (fig. 1, n. 1) che raccoglie dati a livello operativo come gli impianti sportivi esistenti, le infrastrutture per il tempo libero, spazi pubblici e verdi progettati per l’AM (Rütten et al., 2011). Il secondo tipo riguarda La valutazione delle abitudini sportive e motorie, l’offerta, gli eventi e le organizzazioni sportive (fig. 1, n. 2). In questo caso la valutazione include dati sulle abitudini motorie e sportive dei residenti così come programmi di chi fornisce servizi relativi allo sport, fornitori e dati sugli iscritti a società sportive.
Il terzo tipo è La valutazione delle politiche pubbliche e organizzative, formali e informali (fig. 1, n. 3) con cui l’ISEP valuta aspetti quali la promozione e il finanziamento pubblico per lo sport e l’AM. Il quarto strumento è la valutazione dei principali attori e delle esistenti procedure di decisione politica (fig. 1, n. 4). Tale strumento considera i principali attori e meccanismi di azione comunitaria come ad esempio gli approcci partecipativi. Gli attori sono normalmente persone che possono contribuire direttamente allo sviluppo dello sport e dell’AM o altre azioni di sviluppo comunitario quale, ad esempio, Agenda 21. Il quinto strumento, La valutazione dei bisogni tramite l’analisi della domanda e dell’offerta di infrastrutture per lo sport e l’AM (fig. 1, n. 5), è uno specifico metodo di valutazione dei bisogni di impianti sportivi basato sulle abitudini motorie e sportive che fa riferimento alle line guida dell’Istituto Tedesco di Scienze Sportive (BISp, 2000; Rütten et al., 2003). La valutazione basata sulle abitudini punta a individuare l’equilibrio tra la domanda, cioè le abitudini motorie della popolazione, e l’offerta, con particolare riferimento agli impianti sportivi. Con riferimento ai già citati censimenti e valutazioni, vengono calcolati gli attuali e futuri bisogni di impianti sportivi. Al contrario, La valutazione dei bisogni da parte degli stakeholder si concentra sulle scelte da parte di collettivi, come ad esempio i rappresentanti delle società sportive, i decisori e gli amministratori (fig. 1, n. 6). Di conseguenza, lo strumento si focalizza non solo sui bisogni riguardanti le infrastrutture e i programmi ma anche sui bisogni percepiti riguardanti le politiche di supporto e lo sviluppo organizzativo. Strumenti di pianificazione Oltre alla consueta pianificazione condotta da esperti, l’elemento centrale dell’ISEP è la Progettazione cooperativa per preparare un piano d’azione per lo Sport e l’AM (fig. 1, n. 7). In seguito si svolgono le fasi di definizione collettiva del piano d’azione e l’implementazione dei piani d’azione stessi; queste si indirizzano, a livello operativo, agli ambienti che facilitano il movimento (fig. 1, n. 8-10). La progettazione cooperativa, influenzata all’inizio dall’esperienza finlandese nello sviluppo dello sport a livello comunitario (Suomi, 1991, 1998), è stata usata da diversi Comuni fin dai primi anni Novanta come concetto base nella pianificazione sportiva tedesca (Deutsche Vereinigung für Sportwissenschaft, 2010). La progettazione cooperativa (cfr. figura 2) integra i principali stakeholders – 1) membri dei principali gruppi target (cittadini attivi e sedentari, chi pratica sport organizzato e chi lo svolge in autonomia); 2) decisori; 3) professionisti; 4) ricercatori – e favorisce processi sistematici di decisione basati sull’uguaglianza. I coordinatori generali dei progetti e i valutatori accademici facilitano gli incontri, strutturano i contenuti degli stessi e salvaguardano la distribuzione equilibrata degli interventi tra i partecipanti che condividono il processo di decisione nella definizione degli scopi e delle priorità, l’implementazione delle procedure, delle attività e delle misure da adottare. La progettazione cooperativa segue uno schema d’interazione standardizzato sia partecipativo che orientato al risultato. Comprende cinque incontri del gruppo di pianificazione e altri incontri del gruppo di lavoro. Nel primo incontro si svolge un brainstorming sulle idee per la promozione dello sport e dell’AM. I facilitatori strutturano e raggruppano le idee. Nel secondo incontro queste idee sono messe in relazione con le informazioni provenienti da diversi censimenti e valutazioni. Far incontrare i differenti risultati del brainstorming con i “dati oggettivi” incoraggia la definizione delle priorità per uno sviluppo effettivo. Gli incontri seguenti si concentrano sullo sviluppo di obiettivi e misure specifiche, inclusa l’assegnazione dei passi concreti da compiere per ogni attività, una previsione dei tempi per la realizzazione, le responsabilità per i compiti realizzativi, le risorse necessarie e allocate, così come la definizione degli indicatori di successo della realizzazione. Tutti i partecipanti prendono poi una decisione consensuale sul definitivo piano d’azione e lo presentano alle loro organizzazioni e agli organi decisionali quali, ad esempio, i consigli comunali. Le persone le cui abitudini motorie sono da incentivare, come ad esempio i cittadini di un Comune, sono coinvolte allo stesso grado di rappresentanti responsabili per gli ambienti che facilitano il movimento, come ad esempio lo staff che gestisce gli impianti sportivi, i gestori di impianti sportivi o i rappresentanti del settore urbanistico. Partecipa anche chi può promuovere azioni comunitarie per lo sviluppo dello sport, ad esempio i rappresentanti delle commissioni consultive degli anziani, dei bambini, degli adolescenti, dei migranti, o i commissari per le pari opportunità. Partecipano allo sviluppo delle politiche amiche dell’AM anche i politici locali come i sindaci o i rappresentanti dei partiti politici. I partecipanti collaborano nello sviluppare misure che promuovono le infrastrutture locali e il movimento. A livello operativo le misure includono offerte concrete: ad esempio corsi di AM per specifici gruppi target così come cambiamenti strutturali che vadano nella direzione di ambienti facilitanti come ad esempio nuovi impianti o l’ampliamento delle modalità di accesso e comportamento delle infrastrutture esistenti. A livello partecipativo, le misure includono meccanismi di coinvolgimento per promuovere l’impegno collettivo nel prendere decisioni. Le misure scelte collettivamente sono realizzate per promuovere il coinvolgimento di attori normalmente sottorappresentati nei processi decisionali. La progettazione cooperativa tende anche a sviluppare misure che promuovono direttamente politiche amiche dell’AM, ad esempio regole locali nell’accesso e nell’uso degli impianti, iniziative organizzative e le incombenze dell’amministrazione sportiva.

Log In or Sign Up

Password dimenticata? / Nome utente dimenticato?


Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /dati/virtuali/www.paesaggiourbano.net/libraries/joomla/filter/input.php on line 652

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /dati/virtuali/www.paesaggiourbano.net/libraries/joomla/filter/input.php on line 654