Le città attive finlandesi: la pianificazione delle infrastrutture sportive e ricreative

  • Scritto da  Kimmo Suomi

L’articolo presenta il modello finlandese di città attiva basato su avanzati metodi integrati di pianificazione di infrastrutture che promuovono l’attività motoria

La pianificazione delle infrastrutture ricreative e sportive in Finlandia è regolata dalla legge nazionale di pianificazione territoriale (Land Use and Building Law) n. 132 del 1999 che, non esistendo leggi locali, ha valore in ogni ambito territoriale. Il concetto di pianificazione sportiva, per come si è evoluto in Finlandia negli ultimi anni, e l’approccio globale alle città attive costituite da ambienti e infrastrutture che facilitano le pratiche corporee nel gioco, nello sport, nella mobilità, partono dal presupposto di una continua evoluzione degli ambienti in relazione ai comportamenti delle persone che li usano. L’attenzione, nella pianificazione, è pertanto incentrata sia sull’ambiente fisico sia sui contesti comportamentali. In modo particolare si pone attenzione agli aspetti fisici, funzionali, psicologici, sociali, economici, gestionali degli spazi e delle infrastrutture. Lo stesso Alvar Aalto affermava come le persone si frequentino liberamente e vivano nel loro contesto socio-comportamentale e non in compartimenti stagni. Le politiche infrastrutturali sportive sono spesso troppo condizionate, anche a livello locale, da un’idea stereotipata di sport che ha la sua massima espressione nei grandi eventi internazionali. Questi eventi rischiano di non essere strumenti di diffusione dello sport e dell’attività fisica tra i cittadini. Ad esempio, gli obiettivi esplicitati per le Olimpiadi di Pechino 2008 erano la promozione di politiche internazionali, il business globale, lo sport olimpico, lo sport di élite (Lijang, 2009). Nel Trattato dell’Unione Europea e nel Libro Bianco sullo sport della Commissione Europea (2007) lo sport ha solamente un ruolo di supporto con l’attenzione centrata sullo sviluppo della cultura dello sport a partire dalle attività svolte dai cittadini europei. Nel pensare alla promozione di una città attiva le domande da porre ai decisori, dal livello europeo a quello locale, dovrebbero essere se lo sport possa diventare un diritto soggettivo costituzionale nell’Europa del futuro e, pertanto, se i cittadini abbiano il diritto di ottenere servizi per lo sport erogati dal settore pubblico, da quello privato, o dal terzo settore. Ogni decisore dovrebbe essere consapevole di quali siano gli sport realmente più praticati nella propria città o territorio, di quale effettivamente sia il ruolo dello sport tra le proprie responsabilità politiche, di come la cultura dello sport possa attivare, integrare, fornire esperienze positive, stimolare la crescita di bambini e adolescenti, di come possa promuovere l’attività preventiva negli anziani, di come possa agire sui principali gruppi target a rischio nel proprio territorio. La promozione delle città attive passa attraverso la consapevolezza, da parte dei decisori, di come promuovere il benessere, la salute, la capacità funzionale delle persone, della pratica sportiva come politica sociale, di come la cultura sportiva possa svolgere un ruolo basilare per promuovere l’eguaglianza, la multiculturalità, la sostenibilità della città. Particolare attenzione è stata dedicata all’uguaglianza di genere tanto che la Finlandia ha una percentuale di donne adulte praticanti più alta di quella degli uomini. In Finlandia, un aspetto fondamentale di queste politiche è la progettazione partecipata degli spazi: questa risulta un modo efficace per mettere in connessione i due mondi di cui parla Habermas (1987), quello dei sistemi (progettazione tecnica, linguaggio politico, procedure amministrative) e quello dell’esperienza quotidiana (i cittadini, gli atleti, gli utenti, le società sportive). La classificazione delle infrastrutture sportive si basa sulla superficie utilizzata: ghiaccio, neve, acqua, terra, pavimentazione di strutture indoor e altri ambienti artificiali. La creazione di diverse strutture nelle città aumenta la possibilità di vita attiva. Il sistema informativo geografico (GIS) consente di avere un database aggiornato di tutte le strutture formali e informali, indoor e outdoor del Paese; il database è contenuto nel sito www.liikuntapaikat.fi. Attualmente la Finlandia detiene il record mondiale di una struttura sportiva ogni 170 abitanti. Circa 30.000 strutture sono propriamente sportive mentre altre 20000 sono aree ricreative naturali, sentieri, spazi urbani, ecc. Il sistema GIS è un aiuto fondamentale per la pianificazione perché non solo referenzia geograficamente le strutture ma fornisce anche dati sugli attributi qualitativi della struttura stessa. L’impianto sportivo ideale della città attiva è nel giardino di casa, in quello condominiale, comunque nelle vicinanze, a non più di un isolato da casa. È importante che i cortili interni dei condomini, ma anche delle case monofamiliari, vengano attrezzati con aree gioco per i bambini più piccoli, playground per adolescenti e giovani, aree ricreative naturali per ogni età. Non ha alcuna importanza il fatto che l’impianto abbia dimensioni e strutture regolamentari perché non serve per lo sport competitivo; le strutture sportive locali, infatti, sono dedicate ai bambini, ai giovani, alle famiglie, agli anziani del quartiere seguendo quella logica di contesti comportamentali di cui parlavo all’inizio. I costi di gestione di infrastrutture come quelle citate assommano a circa l’1-2% dell’investimento mentre quelli delle strutture indoor a circa il 10-15%. Ciò significa che ipotizzando una vita media di quaranta anni i costi di gestione da calcolare assommano a circa quattro volte la spesa d’investimento iniziale. Gli impianti di vicinato devono avere la massima libertà d’uso ed economicità. Ciò significa che debbano essere sempre aperti, a libero accesso, non prevedano parcheggi, spogliatoi, edifici, tribune e che non vi siano intermediari nella gestione o nell’accesso quali società sportive, federazioni o associazioni. È necessario, tuttavia, leggere questa situazione anche in relazione con alcuni trend in corso a livello internazionale: nello sport d’élite assistiamo a una minor partecipazione delle classi meno abbienti, aspetto che ci riconduce agli albori dello sport olimpico; solo un terzo di chi pratica attività motoria lo fa negli impianti sportivi mentre gli altri due terzi usano gli spazi urbani e naturali per la pratica; la quantità di partecipazione all’attività fisica dipende maggiormente da aspetti climatici, geografici, educativi e socio-economici che dalla presenza di impianti sportivi. Per concludere, tentando di individuare alcune direttrici di intervento e sfide, in Finlandia dobbiamo intervenire su una maggiore equità distributiva degli impianti nelle varie regioni, molto influenzata da fattori climatici, e sulla promozione dell’attività motoria tra le classi sociali meno scolarizzate.

Log In or Sign Up

Password dimenticata? / Nome utente dimenticato?


Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /dati/virtuali/www.paesaggiourbano.net/libraries/joomla/filter/input.php on line 652

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /dati/virtuali/www.paesaggiourbano.net/libraries/joomla/filter/input.php on line 654