Shima Kitchen sull’isola rurale di Teshima

  • Scritto da  Ryo Abe

Shima Kitchen è sita al centro di un insediamento di circa cento nuclei familiari, mentre il Teshima Art Museum sorge in un paesaggio naturale circondato da risaie e campi di ortaggi. Il Museo simboleggia il recupero di quel luogo straordinario quale Teshima, mentre Shima Kitchen è stata progettata per divenire un nuovo centro di attrazione per la vita quotidiana del villaggio, fornendo uno spazio comune che possa accogliere anche i visitatori dall’esterno. I due edifici distano cinque minuti a piedi. La vecchia casa, dove è sorta la Shima Kitchen era circondata da terreni lasciati liberi dopo la demolizione di altri edifici e da due enormi alberi di cachi e fichi, mantenuti nel progetto di restauro. Tre lati dell’edificio si affacciano su strade leggermente in pendenza, mentre un fronte si apre alla vista del Seto Inland Sea e del lotto adiacente, situato ad una quota inferiore. Dai tempi antichi la comunità locale era solita riunirsi, in estate, all’ombra dei due grandi alberi.
Sin dal principio l’idea progettuale caratterizzante l’intervento fu di creare una linea del tetto morbida e fluida che collegasse il sito con l’ambiente circostante. La casa è stata trasformata in una cucina aperta, il magazzino adibito a galleria d’arte e l’ampia copertura circonda gli alberi ed ospita un teatro all’aperto in perfetto stile tradizionale NOH, con lo stadio, butai, la veranda, hashikake, e la galleria, sajiki. La struttura essenziale favorisce l’adattabilità ad ogni tipo di evento in programma, musica dal vivo, performance di arte moderna, danze folkloristiche e feste locali. Solitamente un progetto inizia dal tracciato sul terreno e da uno scavo per gettare le fondamenta, ma il nostro obiettivo era diverso: puntavamo ad un’architettura che si mimetizzasse con l’intorno, evitando grossi movimenti di terra e pesanti macchine da costruzione che avrebbero sconvolto la vita quotidiana dei residenti, con una spiccata attenzione al risparmio energetico in fase di costruzione. Il tempo a nostra disposizione per realizzare il progetto era molto ridotto, solo quattro mesi dalla progettazione alla inaugurazione. A seguito del budget esiguo, la scelta delle imprese costruttrici è ricaduta tra quelle del territorio, optando sempre, dove possibile, per metodi costruttivi e materiali locali più semplici da reperire e da mettere in opera. Le fondamenta sono state realizzate con pali piatti a spirale di acciaio, comunemente usati nelle serre agricole, poiché di facile messa in opera; la struttura del tetto è realizzata con tubi d’acqua dal diametro di 32 mm e si espande radialmente a partire dagli alberi centrali, in un disegno razionale e sofisticato. La copertura è in tavole di cedro giapponese disposte a lische di pesce secondo una curva tridimensionale che le dona un tocco primitivo e organico al tempo stesso. Il materiale scelto è tipico dell’isola e normalmente utilizzato nell’isola per la finitura di pareti esterne, dopo essere state tradizionalmente carbonizzate per divenire impermeabili, senza necessitare in tal modo di alcun rivestimento esterno ulteriore. L’altezza della copertura varia dai tre sino ai novanta centimetri. Grazie alle sue linee morbide e all’altezza ridotta rispetto agli edifici circostanti, la struttura si fonde naturalmente con l’insediamento costruito circostante e con il paesaggio, senza alterare l’atmosfera del villaggio. Al momento della progettazione eravamo consapevoli che i materiali del tetto si sarebbero danneggiati con il tempo a causa del vento, della pioggia, ma decidemmo comunque di preferire questa soluzione ad una struttura più robusta, considerando la manutenzione costante del tetto come un rito svolto dalla comunità che continua nel tempo a prendersi cura dei propri spazi pubblici, secondo un’antica tradizione giapponese. Una comunità un tempo chiusa si sta ora aprendo al mondo esterno per raggiungere il riconoscimento e l’ orgoglio per la propria identità culturale, attraverso il cibo. Lo spazio continua ad esistere e si trasforma, così come l’albero di cachi muta durante le stagioni e continua a crescere. Shima Kitchen è un’architettura organica, che si inserisce nel contesto come una pianta locale.

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