Insegnare architettura

  • Scritto da  Andrea Rinaldi

Insegnare a progettare architettura non è per niente semplice: in pratica consiste nell’insegnare come fare quello che sarà, ma con le sole conoscenze di quello che c’è già

Insegnare non è semplice. Insegnare a progettare architettura non è per niente semplice: in pratica consiste nell’insegnare come fare quello che sarà, ma con le sole conoscenze di quello che c’è già. Ogni volta è una cosa diversa, uno sperimentare, fare ricerca, e ogni volta che si ricerca s’impara (e s’insegna) un metodo. È abitudine accademica pensare che la formazione progettuale si debba fare sull’analisi dei progetti già costruiti. È altra abitudine accademica celare dietro concetti e termini complicati la capacità del non fare, in una ricercata autocelebrazione tra simili che ne accentua l’isolamento dalla società civile.
Non mi interessa nessuna delle due cose. In primo luogo mi interessa il conoscere: il contenuto di ciò che si apprende, espresso con chiarezza, si deve tradurre in un metodo. Compito del docente è fare in modo che l’allievo riduca la dimensione delle maglie della rete che cattura la conoscenza: trattenere e selezionare diventa il modo per elaborare un metodo per il progetto dell’architettura. In secondo luogo mi interessa il fare: l’applicazione immediata di ciò che si è acquisito è la miglior verifica della validità del metodo. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, recita un antico detto. L’analisi, come la tecnica, la storia, o le altre discipline la cui conseguenza sono risultati compilativi, comunicate con termini criptici possono rendere più autorevole l’insegnare, ma non migliorano le capacità dell’allievo di applicare un metodo per progettare l’architettura.
Con l’analisi teorica s’impara a valutare un progetto, a conoscerlo, ma non si acquisisce il metodo per provare a farlo. Non ha senso acquisire un metodo se poi non è possibile applicarlo direttamente, una volta, due volte, tre volte, più volte. Sarebbe come preparare un chirurgo con l’“allegro chirurgo”: nessuno vorrebbe farsi operare da quel chirurgo, così come nessuno vuole l’opera di un architetto che non si sia esercitato nel progettare architettura. Il non fare sta presentando irrimediabilmente il conto, in termini di architettura costruita, di qualità della vita, di evoluzione sostenibile della società.
Pertanto, per costruire bisogna prima imparare a progettare architettura e il miglior modo per imparare è provare a farlo. La miglior pratica di conoscenza dell’architettura la facciamo vivendola quotidianamente. L’architettura organizza gli spazi coinvolgendo sensi e immaginazione: luce, suono, colore, materia, le cose intorno a noi, sono in grado di comunicare idee e sensazioni. L’efficienza della comunicazione dipende dalla chiarezza del linguaggio utilizzato, oltre che dalla capacità del ricettore di comprendere il messaggio: l’architettura può fare molto nell’educare a progettare architettura. Spazi poveri e insignificanti generano nuovi spazi ancora più poveri e inutili, spazi vuoti di valori pensati solo per l’autocelebrazione dell’autore generano cloni insignificanti in una rapida degenerazione della qualità architettonica e delle nostre città contemporanee. Le scuole di architettura hanno il compito e la responsabilità di insegnare agli architetti di domani a progettare architettura: a loro volta, con le loro concrete opere architettoniche, urbane, paesaggistiche e territoriali essi hanno il compito sociale di diffondere una corretta conoscenza dell’architettura alle persone. Errori compiuti a monte possono originare disastri a valle; i disastri a valle allontanano l’architettura dalle persone e dalle idee, in un progressivo annullamento del linguaggio architettonico. “L’Architettura come professione deve servire la società futura, sul piano funzionale, tecnico, produttivo, economico: deve servire la felicità e le esigenze degli uomini sul piano della loro vita – aria, sole, salute, assistenza, lavoro: deve nutrire l’intelletto degli uomini sul piano dell’intelligenza e dello stile – unità, ordine, essenzialità; come arte deve nutrire l’anima degli uomini e i loro sogni sul piano dell’incanto – immaginazione, magicità, fantasia, poesia” (1), ci ricorda quel sopraffino architetto che è stato Giò Ponti.
Questo compito sociale dell’Architettura, deve essere ben chiaro a tutti i docenti e ai loro allievi. Troppo spesso è stato dimenticato, sottovalutato, rifiutato, in nome di autocelebrazioni personali o di speculazione sia in termini economici che culturali. L’architettura non è di uno solo, è un bene sociale, è espressione della comunità. Ai miei allievi (ormai oltre le ottocento unità) ricordo spesso che l’architettura è un mestiere che si esercita giorno dopo giorno, con sacrificio. Come ci ricorda Ernesto Nathan Rogers “…artisti si nasce ma architetti si diventa e occorre molto lavoro”. E lo si diventa non ricercando a tutti i costi una visibilità. Fare architettura non significa essere presenti in una qualche pubblicazione o rincorrere una fortuna critica.
Significa lavorare in silenzio, facendo attenzione alle piccole cose con umiltà, nel rispetto dell’uomo. Ma significa anche mettere il cuore, oltre la testa, nei propri progetti. Rincorrere i propri progetti con passione, tenacia, coraggio. Approcci superficiali generano inevitabilmente progetti superficiali.
Amate l’architettura, come ci dice Giò Ponti, quella vera. Un’architettura fatta di segni forti ma sobria, alla ricerca di una qualità diffusa, del benessere di chi la vive, del rispetto dell’ambiente, naturale o urbano che sia, capace di porre al centro del progetto il senso dei valori rispetto ai quali si vuole vivere la vita e non solamente l’aspetto estetico o tecnico delle cose, pensata e costruita giorno dopo giorno dalle persone per le persone
Così mi ha insegnato Mario Zaffagnini, il mio maestro.

Log In or Sign Up

Password dimenticata? / Nome utente dimenticato?


Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /dati/virtuali/www.paesaggiourbano.net/libraries/joomla/filter/input.php on line 652

Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /dati/virtuali/www.paesaggiourbano.net/libraries/joomla/filter/input.php on line 654