Una sala, un ufficio, un palco: un nuovo luogo per la politica

  • Scritto da  Nicola Pasi

Un luogo per la politica creato per generare nuova interazioni con la città. Il rapporto sinergico con il contesto, la polifunzionalità degli spazi, il controllo del comfort ambientale e l’impiego di energie rinnovabili sono gli elementi guida di un progetto sobrio capace di coniugare innovazione, socialità ed etica del fare.

 

Il progetto di una nuova sede di partito a Cotignola (RA) diventa l’occasione per qualificare uno spazio urbano all’ingresso del centro storico del paese.
Il luogo risulta visibile da più livelli altimetrici in quanto situato a ridosso di percorsi che salgono fino alla sommità arginale dell’adiacente fiume Senio.
L’impegno progettuale è teso a realizzare un edificio trasparente e aperto verso la città dal punto di vista funzionale e percettivo, a rafforzare quel rapporto continuo e diretto coi cittadini insito nella filosofia della committenza.
Il piccolo padiglione si configura attorno a semplici spazi funzionali: un ufficio, un blocco servizi e una sala riunioni dimensionata per una trentina di persone. Funzioni e spazi che grazie a un piccolo disimpegno possono essere utilizzati in modo autonomo, indipendente e polifunzionale. La sala principale, grazie a un’ampia vetrata scorrevole, può infatti aprirsi completamente sulla corte esterna e fungere così da palco per iniziative all’aperto ampliando le occasioni di utilizzo degli spazi e contribuendo ad attivare nuove sinergie con il contesto urbano e la comunità.
La definizione dell’architettura è diretta conseguenza di questa idea di spazi e funzioni. Un’architettura sobria, sviluppata per sottrazione, che definisce spazi e forme senza aggiungere elementi rispetto a quanto strettamente funzionale alla propria compiutezza progettuale.
Il progetto definisce un piano di calpestio degli spazi interni leggermente sopraelevato rispetto al piano di campagna. Tale dislivello diviene il principale elemento compositivo del piccolo padiglione. La differenza di quota è sottolineata da un aggetto delle pareti perimetrali ed è funzionale alla trasformazione della sala in palcoscenico. Lo stesso dislivello e l’arretramento del piano degli infissi consente inoltre di offrire alla corte e alla strada pubblica ampi piani di seduta ad arredo delle stesse.
La facciata verso la pubblica via si smaterializza in un ampia vetrata che assume la valenza di parete mediatica e comunicativa verso la città mediante retroproiezioni, vetrofanie o semplici affissioni. Nel dettaglio l’infisso è costituito da una parte vetrata fissa con la funzione di illuminazione dei locali e di spazio comunicativo e da una parte opaca apribile e protetta verso l’esterno con grigliato metallico, con la funzione di ricambio d’aria e ventilazione naturale degli ambienti.
La facciata sud, rivolta verso la corte, è disegnata dall’ampia vetrata apribile a scorrere. Tale apertura, come già richiamato, consente una trasformazione funzionale e percettiva degli spazi, eliminando il confine tra ambiente interno ed esterno.
La facciata ad est è volutamente più chiusa e segnata da un unico infisso funzionale ad ottimizzare la ventilazione naturale degli spazi dando efficace riscontro alle altre aperture dell’edificio.
Il piano di copertura è dominato da una pensilina metallica a sostegno di pannelli fotovoltaici. Tale struttura è collocata in aggetto rispetto all’edificio con lo scopo di fungere da elemento di protezione e controllo solare per l’ampia vetrata a sud. I pannelli fotovoltaici assolvono pertanto sia un ruolo “attivo” di produzione energetica, sia “passivo” di ombreggiamento dell’edificio. La stessa struttura in aggetto costituisce inoltre un richiamo formale all’elemento architettonico del cornicione presente negli edifici storici del centro.
L’ingresso all’edificio avviene attraverso un piccolo atrio arretrato rispetto al filo stradale in modo tale da metterne in sicurezza l’utilizzo e mediare, con un piccolo distacco, la nuova struttura dall’edificio preesistente. Lo stesso atrio risulta accessibile anche dal cortile garantendone un utilizzo più articolato, nonché l’impiego degli spazi e dei servizi interni nel corso di iniziative cittadine. Una rampa con pendenza adeguata raccorda il dislivello tra il piano di campagna e il piano di calpestio dei locali abbattendo le barriere architettoniche. L’attrezzatura dei servizi igienici, l’apertura delle porte, il controllo dei salti di quota e la progettazione degli impianti consentono inoltre all’edificio di essere pienamente accessibile.
La tecnologia impiegata è finalizzata a garantire il massimo confort minimizzando il fabbisogno energetico. La spessa coibentazione dell’edificio e la totale eliminazione dei ponti termici conferiscono un’ottimale riduzione delle perdite di calore. La muratura massiva definita dal tamponamento in laterizio retrostante la coibentazione, assicura al contempo una buona inerzia termica alla struttura. L’ampia vetrata a sud definisce un efficace strumento di accumulo solare nel periodo invernale che l’ombreggiatura della pensilina disattiva nel periodo estivo. Il sistema di apertura degli infissi garantisce il ricambio d’aria e una ventilazione naturale degli ambienti efficace e continua. La produzione di energia dei pannelli fotovoltaici accompagnata a un sistema di riscaldamento ad aria in pompa di calore permette di regolare la temperatura e condizionare l’edificio utilizzando solamente energia rinnovabile evitando l’allaccio alla rete di distribuzione del gas.
L’intervento, grazie alla sua ubicazione centrale nel tessuto urbano e nonostante le sue ridotte dimensioni, intende rappresentare una nuova icona capace di coniugare i temi della riqualificazione dello spazio urbano e dell’aggregazione sociale con una nuova consapevolezza ambientale fondata sull’ottimizzazione delle risorse e sull’etica del fare.

 

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