Rappresentazione, design, industria

  • Scritto da  Francesco Viroli

Pensare al disegno come gesto culturale, prima ancora che gesto di conoscenza teorico-scientifico, pratico

Nella storia, il disegno si e sempre tradotto nel linguaggio, attraverso cui popolazioni e mondi, generati da diverse culture, dialogano fra di loro. Esso diventa atto intellettuale formativo e informativo delle idee, dispositivo di azione mentale, realizzato tecnicamente attraverso codici condivisi , ad espressione libera, nella cornice di un quadro normativo unitario ed evolutivo, alimentato da segni e significati generati da un repertorio di applicazioni sempre più ampio e specifico.
Nell’ambito dell’insegnamento denominato Laboratorio del Disegno, coordinato dal Prof. Marcello Balzani e dagli architetti Federico Ferrari e Francesco Viroli, è stato messo a punto un’efficace collaborazione fra il percorso didattico formativo di Disegno del Prodotto Industriale dell’Ateneo ferrarese e l’industria. L’esperienza didattica riguarda n. 50 progetti di ridisegno, in chiave di definizione della forma, attraverso strumenti geometrici e rappresentazione attraverso render manuali, a conclusione di un percorso durato 6 mesi, articolato nelle fasi di rilievo e realizzazione di un prototipo fisico. Ciò rappresenta il risultato, nato dall’incontro fra l’industria, nello specifico rappresentata dalla ditta Sevi e i giovani allievi della Facoltà di Disegno Industriale di Ferrara.
Il design del prodotto industriale rappresenta un binomio inscindibile tra arte e industria. In particolare, il design italiano è uno dei settori in cui viene riconosciuto all’Italia un ruolo d’eccellenza, in grado di unire eleganza e funzionalità, innovazione e modernità. Garantire ai prodotti un’identità ben precisa, considerare i prodotti indicatori di una appartenenza culturale e dell’attualità, garantisce al prodotto stesso una collocazione di mercato finalizzata al miglioramento delle performance aziendali e alla promozione della competitività.
Fare cultura, al di là della dimensione didattico-teorica, significa soprattutto progettare oggetti, partendo anzitutto dalla comprensione, ridisegno, inteso come definizione della forma attraverso la geometria descrittiva e la rappresentazione. Cose utili al nostro quotidiano, che danno forma alle nostre esigenze e si pongono a diretto contatto con lo spazio reale che ogni giorno viviamo. Il tema trattato è quello dell’oggetto “giocattolo". Alla base di tutto la filosofia imprenditoriale di Sevi, che esprime l’esigenza di un prodotto di design italiano, con l’attenzione costante per l’ambiente e l’ecologia del progetto, depurato da ogni superficialità, ed espressa in chiave di funzione specifica ludica.
Tale corso si è posto l’obiettivo dell’acquisizione degli aspetti teorici e procedurali relativi alla comprensione del disegno e della rappresentazione, in congiunzione con le attività svolte dagli studenti negli spazi del “Laboratorio di Modelli”. L’obiettivo è di far comprendere l’oggetto tridimensionale in tutti i suoi aspetti, tramite due diversi approcci: rappresentativo e materico/tattile.
La contemporaneità delle tecniche, sviluppate durante il corso, ha permesso l’interscambio culturale delle metodologie e l’alternanza del disegno come strumento tecnico e forma di arte. L’idea che il disegno sia contemporaneamente tecnica e arte, trova conferma nel concetto che l’arte usi da sempre risultati di diverse tecniche. Perciò, affrontare il disegno come tecnica di rappresentazione ci permette di considerare la questione della pura rappresentazione come terreno comune fra arte e scienza.
Il corso si è sviluppato attraverso le didattiche del primo anno per permettere di offrire da un lato l’approfondimento del maggior numero di aspetti applicativi finalizzati alla rappresentazione e dall’altro di focalizzare sul medesimo contesto le tematiche riguardanti le esercitazioni pratiche e le elaborazioni del materiale grafico.

Disegno del design
Partendo dal presupposto che le tecniche hanno sostanzialmente modificato i tempi e i modi della rappresentazione, lo sviluppo del corso si e articolato in due fasi successive: una prima fase di analisi e una successiva finalizzata alla sperimentazione delle finalità e metodologie relative alla costruzione materico-tattile.
Nella prima fase i ragazzi hanno sviluppato un processo atto a definire la forma attraverso il rilievo, il disegno dal vero di oggetti e la sperimentazione delle tecniche, utilizzate per la rappresentazione a render manuale, partendo dallo sketching degli oggetti. In particolare nel mondo del design, la tecnica è ormai obbligatoriamente caratterizzata dall’uso di strumenti specifici quali pennarelli a marker e relativi supporti. Questo processo ha portato all’adozione di una serie di nozioni tecniche, precise, atte a rappresentare il volume e la forma degli oggetti, attraverso l’individuazione di sorgenti di luce. Se il disegno, come linea, ha lo scopo di definire la forma, la luce contribuisce alla determinazione del volume dell’oggetto.
Partendo dalla rappresentazione di oggetti di uso comune-quotidiano, allo scopo di affinare, sperimentare e conoscere la tecnica, si è poi passati alla realizzazione di render contestualizzati del giocattolo, allo scopo di valorizzare l’aspetto ludico, ma anche commerciale del giocattolo scelto dai singoli allievi.

Costruire il design
Dal rilievo conoscitivo dell’oggetto, si è passati alla fase di elaborazione-costruzione del giocattolo in laboratorio modelli. I ragazzi si sono occupati dell’acquisto dei materiali e, sulla base del rilievo geometrico realizzato, hanno iniziato le operazioni di taglio e assemblaggio delle parti. Significativa è stata la fase di trattamento cromatico delle superfici, per cui si è utilizzata la tecnica ad acrilico, dopo aver opportunamente migliorato le superfici. Riportata la grafica originale dei giocattoli, il risultato ottenuto è una copiatura il più possibile fedele, avente lo scopo di ripercorrere il processo di produzione industriale e quindi l’utilizzo delle specifiche tecniche di realizzazione.
Nell’ambito del design, la rappresentazione/costruzione di prototipi-modelli, è una fase fondamentale del processo creativo. Durante la progettazione, i disegni sono l’unico sistema per capire se ciò che si vuole comunicare traspare dal progetto, in termini di stile, di spazialità, di integrazione con l’ambiente, di rapporti di scala. Per questo pensiamo che le nuove tecnologie di rappresentazione, siano esse grafiche o di elaborazione materica, costituiscano la base per tradurre le intenzioni progettuali in realtà concreta.
Apprese le tecniche, le possibili lavorazioni e i materiali, dopo una fase iniziale di incontri-lezioni frontali e a seguito di molteplici incontri con il docente, ogni gruppo, formato da almeno due componenti, ha messo a punto l’idea progettuale partendo dalla definizione di trasformazione e al fine di modificare l’aspetto caratteristico del giocattolo di partenza. Tali variazioni, in alcuni casi sostanziali, hanno avuto come scopo l’ideazione di nuovi soggetti da includere nel catalogo Sevi, rispettando la filosofia dell’azienda, con una particolare attenzione alle caratteristiche funzionali e prestazionali per cui l’ oggetto gioco è stato pensato.

A partire dal 20 di febbraio 2014, nella cornice di palazzo Tassoni, sede del Dipartimento di Architettura dell’ Università di Ferrara, si terrà un’esposizione dei prototipi-progetto, risultato di un percorso didattico sviluppato all’interno del corso e più concretamente presso il Dipartimento. Il lavoro ottenuto sarà espressione compiuta della relazione fra ricerca e industria e finalizzato ad una didattica di produzione che parte dal disegno e dalla costruzione di modelli come strumento di rappresentazione.

 

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