Messa in sicurezza e programmazione degli interventi

  • Scritto da  Carla Di Francesco, Keoma Ambrogio

La messa in sicurezza come occasione per la programmazione degli interventi di ricostruzione nell’ottica di una più efficiente gestione dei costi e di una migliore organizzazione dei cantieri. Dai ponteggi modulari e progressivi finalizzati alla prima messa in sicurezza degli operatori durante la raccolta delle macerie e il puntellamento alle soluzioni con ponteggi di protezione delle murature predisposti per la copertura delle strutture crollate e l’allestimento dei ponteggi di cantiere

Le chiese sono gli edifici che più di altri hanno evidenziato danni e collassi nel recente terremoto della pianura padana del 20 e 29 maggio 2012. La loro estrema vulnerabilità è connessa da un lato alle caratteristiche geometriche (snellezza e dimensione)
e costruttive (murature sottili, ampie coperture non controventate, frontoni con ampio aggetto, volte interne in mattoni in folio o canne), dall’altro ad una prevalente assenza di presidi che tenessero conto della potenzialità di un evento sismico nella zona. I crolli, in particolare, sono imputabili all’attivazione di meccanismi di danno delle stesse murature portanti, quali ribaltamenti di facciata o di parti di essa, spanciamenti per spinta orizzontale di volte o orizzontamenti e rotture a taglio dei setti murari. Vi sono, altresì, casi in cui la caduta di parti più o meno consistenti dei campanili posti in adiacenza, ovvero delle guglie o delle celle campanarie, ha determinato il crollo di parti del coperto se non addirittura lo sfondamento del solaio a terra, anche laddove le murature perimetrali avevano ben resistito alla sollecitazione sismica.
Gli interventi di messa in sicurezza ora in corso, al di là di quelli prontamente avviati nei primi mesi dell’emergenza per motivi di pubblica fruizione delle strade e piazze, sono orientati a individuare soluzioni di puntellamento o copertura in grado di ammortizzare i costi delle successive operazioni di restauro e, ove possibile, di anticipare necessità e occorrenze degli interventi definitivi di ricostruzione. Nelle situazioni di crollo più importante (collasso di facciate, crollo di coperture e di volte interne) si rende necessario, innanzi tutto, raggiungere idonei livelli di sicurezza per l’accesso di operatori. In tal senso, si procede ad una prima fase di caute rimozioni dall’alto, con ausilio di gru e mezzi meccanici al fine di ridurre i potenziali rischi da caduta, per poi inserire soluzioni di ponteggi modulari e progressivi in grado di garantire la protezione degli operai nella raccolta delle macerie e nel puntellamento di ulteriori elementi pericolanti. Questi stessi ponteggi sono predisposti in modo da potere assolvere al doppio compito di sostenere i ponteggi utili nelle successive fasi e sostenere coperture temporanee leggere, in grado di proteggere il bene fino all’attivazione del cantiere di restauro e ricostruzione. Nei casi di minore gravità, sempre con crolli di copertura ma dove le murature perimetrali garantiscano ancora un valido sostegno, ma manchino del corretto collegamento orizzontale, i progetti prevedono l’immediato montaggio dell’ossatura strutturale della nuova copertura definitiva. Si tratta, nei casi proposti, di soluzioni miste con elementi portanti principali in legno, dotati di controventature e cerchiature murarie in acciaio, il tutto rivestito con un manto provvisorio leggero, così da non appesantire le murature da consolidare. Infine, le situazioni tra le più diffuse sono quelle in cui i meccanismi di ribaltamento sono stati attivati dal terremoto ma non hanno comportato deformazioni e crolli rilevanti. In tali casi, laddove le condizioni di sicurezza non appaiono insoddisfatte, si è preferito indirizzare la progettazione verso interventi definitivi di incatenamento e cerchiatura sommitale, piuttosto che verso provvisori puntellamenti di facciata o fasciature esterne. L’indirizzo qui delineato, seppure richieda una progettazione più specifica e complessa, presenta il vantaggio di ridurre i costi dei futuri interventi. In particolare si contengono le spese connesse ad opere provvisionali temporanee e a perdere, a favore di sistemi ugualmente efficaci ma di reale supporto al cantiere futuro. Inoltre si riducono le fasi operative e le interferenze tra le opere provvisionali e i ponteggi che dovranno essere successivamente allestiti per le lavorazioni di ricostruzione e restauro.

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