Progetto strategico di valorizzazione della Valle del Sacco

  • Scritto da  Alessandro Costa (a cura di)

Valle del Sacco: un masterplan, risultato primo del laboratorio FondaMenti attivato dalla fondazione Kambo, che nell’ottica di una visione sistematica del territorio frosinate, aspira a fare da cornice a uno sviluppo sostenibile per il prossimo decennio

La Valle del Sacco è un bellissima area nel laziale che si estende tra le province di Frosinone, Roma e Latina che, a causa dell’intensa attività industriale di tipo chimico e la presenza di numerose discariche a cielo aperto, oggi si trova riversa in condizioni disastrate dal punto di vista di inquinamento ambientale. L’occasione di occuparsi della problematica del rilancio e valorizzazione di quest'area è nata grazie alla partecipazione del gruppo LAND, coordinato da Andreas Kipar, nel laboratorio FondaMenti (Istituzioni, Industria, Imprese, Associazioni, Università), promosso da Fondazione Kambo, in cui si è cercato di favorire la realizzazione di un network territoriale nell’area del Frusinate per far emergere posizioni condivise su temi strategici per la crescita del territorio. L’intenzione era quella non di individuare un mero progetto mirato alla risoluzione del contingente, ma un vero e proprio masterplan in grado di disegnare una cornice e una prospettiva di ciò che questo territorio vorrà essere per i prossimi 10 anni. Un territorio che può avviare un nuovo ciclo di produttività, fondato sulla green economy, dove energia pulita, turismo culturale, prodotti agroalimentari e valorizzazione delle risorse naturali possano rappresentare gli ingredienti per la formazione di un nuovo paesaggio: il Bio Energy Landscape. Un’operazione di questo genere, che ambisce a portare la Provincia di Frosinone al di là dei propri confini, è senz’altro più complessa da gestire e ha richiesto, fin da subito, una visione sistemica che esalti il particolare in vista della realizzazione di un piano di insieme. Una proposta che ha come punti di forza:

- il ruolo primario di tutti gli attori decisionali;

- il network: la rete, che fa da motore propulsivo ai singoli progetti che troveranno attuazione all'interno del masterplan;

- il taglio pragmatico impresso all'operazione dalla forte volontà degli industriali, del mondo delle imprese e del mondo agricolo di individuare con urgenza nuovi modelli di sviluppo che possano traghettare il territorio al di là del guado di un'economia stagnante;

- la attrattività nazionale ed internazionale che il masterplan avrà in termini di sponsorizzazioni e di visibilità e di conseguenza la forza di attrarre investimenti e fondi;

- l’attuazione e il coordinamento del progetto da parte dell’ Amministrazione Provinciale e della Società di Distretto che avrà compito di garanzia e controllo sulla reale operatività dei progetti presentati.

Sulla base delle analisi effettuate e delle criticità riscontrate, il territorio della valle del Sacco è stato suddiviso in 10 cellule, da Colleferro a Ceprano, che racchiudono ambiti omogenei di paesaggio e che rappresentano unità minime di attuazione del masterplan, all’interno delle quali gli attori locali possono fare sistema per realizzare progetti condivisi. La Vallata diventa così un vero e proprio laboratorio dove sperimentare approcci innovativi di pianificazione e attuazione di progetti di valorizzazione paesisitico-ambientale, applicando un modello che, per la sua flessibilità, può essere replicato in tutta la Provincia di Frosinone. La finalità principale rimane quella di assecondare le vocazioni del territorio, partendo dalle radici storico-culturali e facendo riemergere le tracce del paesaggio alla ricerca di una nuova identità per la Valle del Sacco capace di cogliere le sfide della contemporaneità. L’idea portante è quella di un grande parco lineare, inteso quale contenitore e promotore di qualità ambientale e sostenibilità, all’interno del quale promuovere azioni di riqualificazione e valorizzazione puntando sull’innovazione tecnologica e l’efficienza energetica. L’approccio è quello di valorizzare ciò che oggi è considerato un disvalore, a cui si devono accompagnare misure più tradizionali di valorizzazione del paesaggio. Sempre in tema di fruizione vengono previsti due itinerari volti alla riscoperta del territorio della Valle del Sacco in un ottica slow: l’itinerario della cultura industriale e l’itinerario della natura (rispettivamente di 130 e 150 km di percorsi). Contestualmente a tali interventi strutturali si prevedono una serie di microprogettualità, alcune delle quali già previste dalle Amministrazioni locali e dagli attori operanti sul territorio, improntate su 7 linee di azione (energie rinnovabili; agricoltura sostenibile; mobilità sostenibile; eco-edilizia; eco-produzione; natura; turismo e cultura). È auspicabile che tali iniziative possano avviarsi quanto prima contribuendo ad inserire innovazione e sostenibilità anche nelle azioni ordinarie, al fine di valorizzare proprio i paesaggi della quotidianità, che più incidono sulla qualità della vita degli abitanti e sulla percezione del contesto in cui vivono.

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